Quando la cava diventa casa

Quante volte abbiamo sentito di aziende che si impegnano per la sostenibilità, promettendo di ridurre l'impatto ambientale e adottare pratiche più eco-friendly? Tuttavia, ad oggi, nel settore estrattivo non è così ricorrente avere esempi concreti di tale impegno. Una particolare eccezione è rappresentata da FIBRAN Spa, che insieme a Eurogypsum, Assogesso e in collaborazione con BirdLife, ha dato vita ad un progetto volto a suggerire una gestione consapevole e sostenibile della cava

Il tema della sostenibilità nel settore estrattivo è diventato di crescente importanza, poiché l'estrazione di materiali come minerali, pietre, sabbia e ghiaia può avere un impatto significativo sull'ambiente circostante e sulle comunità locali. Questo settore, infatti, affronta sfide uniche legate alla conservazione delle risorse naturali, alla riduzione dell'impatto ambientale e alla promozione dello sviluppo sostenibile. In particolare, uno degli aspetti cruciali della sostenibilità in cava è la gestione responsabile delle risorse naturali. Le cave rappresentano una fonte importante di materiali per molte industrie, ma è essenziale garantire che l'estrazione avvenga in modo sostenibile, evitando sovrasfruttamento e danni irreversibili agli ecosistemi locali. Ciò può essere raggiunto attraverso l'adozione di pratiche di estrazione responsabili, come la pianificazione adeguata delle operazioni, il monitoraggio dell'uso delle risorse e il ripristino delle aree coltivate. Ma non bisogna fermarsi solo a questo poiché parlare di sostenibilità in cava significa parlare anche di protezione della biodiversità e degli habitat naturali circostanti. 

Proprio a questo proposito, nella cosiddetta Valle del Gesso, nel cuore della Maremma toscana e precisamente a Tamburino, Fibran Spa, Eurogypsum, Assogesso e BirdLife hanno presentato un'iniziativa volta a proteggere la biodiversità nei siti estrattivi. Le cave, infatti, possono ospitare una varietà di specie vegetali e animali, e pertanto è importante adottare misure per preservare queste aree e minimizzare l'impatto sull'ecosistema circostante. Questo può implicare la conservazione di aree di habitat critico, la creazione di corridoi biologici e la promozione della rigenerazione vegetale. 

L'iniziativa in questione, che porta il nome di "Biodiversità e gestione della cava: una combinazione vantaggiosa", nasce proprio come progetto per sensibilizzare l'opinione pubblica e gli attori locali sull'importanza della conservazione della biodiversità all'interno delle realtà estrattive seguendo le direttive indicate dal Green Deal europeo. 

Il CTO di FIBRAN e Gessi Roccastrada, Felice Tirabasso, ha sottolineato: "Le cave di gesso sono una risorsa naturale di grande rilevanza per la nostra comunità. Non solo contribuiscono all'economia locale come fonte di materiale da costruzione, ma sono anche degli ecosistemi unici in cui vivono molte specie di flora e fauna autoctone. Riconosciamo il valore ecologico di queste zone e ci impegniamo a garantirne la conservazione per le generazioni future". 

Questa la visione di Fibran che si concretizza nella creazione e presentazione di tre manifesti, poster,  dedicati proprio ai temi caldi in questione: 
• creare habitat all'interno della cava; 
• conservazione dell'habitat;  
• coinvolgimento degli attori locali. 

I tre poster sono stati pensati per veicolare agli operatori del settore, con linguaggio semplice e immediato, le  "buone pratiche della biodiversità".

Queste includono: la creazione di nicchie per favorire la nidificazione e il transito degli uccelli; la realizzazione di stagni temporanei necessari per lo sviluppo degli anfibi; destinare le zone inutilizzate e di ripristino della cava all'attività agricola o al pascolo del bestiame.  
Si tratta, dunque, di piccoli gesti e semplici azioni quotidiane, che nel lungo periodo possono fare la differenza. 
Di fondamentale importanza diventa, poi, coinvolgere il pubblico e le comunità locali: essenziale per promuovere la comprensione e il supporto alle attività estrattive sostenibili.

La trasparenza e la partecipazione attiva delle comunità possono infatti contribuire a superare l'accezione negativa spesso attribuita alle attività estrattive in genere e a costruire relazioni positive tra le aziende e le aree circostanti. D'altronde le cose che non si conoscono fanno paura e l'ambizioso progetto di Fibran spinge a guardare oltre il recinto, promuovendo visite/incontri in cava e informando e formando i dipendenti a proteggere e promuovere la flora e fauna circostanti, come per esempio gli insetti. 

Inoltre, collaborare attivamente con enti di ricerca e università diventa imprescindibile per condurre studi e ricerche volte a comprendere meglio l'ecosistema delle cave e a sviluppare pratiche ancora più sostenibili. Questa collaborazione include la realizzazione di stage, corsi e progetti di ricerca che coinvolgono studenti e ricercatori, il tutto in un'ottica win-win. 
"L'obiettivo in questo rivoluzionario progetto è quello di coinvolgere quante più cave possibile, non solo del nostro comparto ma facendo aderire anche chi si occupa di attività estrattive in genere, gettando le basi per un'attività estrattiva più sostenibile", ha concluso Tirabasso. 

Ma questa non è l'unica iniziativa che FIBRAN ha messo in atto nell'ottica di raggiungere il traguardo della piena sostenibilità. Già nel 2021, per migliorare l'efficienza produttiva, l'azienda ha investito nell'Industria 4.0, rinnovando il parco macchine e acquistandoli mezzi conformi alla direttiva Stage V sulle emissioni, così da ottenere in questo modo una riduzione del consumo di carburante del 11%. Inoltre, lo stabilimento per la trasformazione del materiale estratto si trova proprio in prossimità della cava dove avviene l'attività estrattiva, riducendo ancora di più le emissioni legate al trasporto del materiale da un centro all'altro. 

Diversi sono stati poi gli investimenti in ricerca e sviluppo mirati alla riduzione dell'impatto ambientale della produzione. In particolare, ci si è concentrati sulla ricerca di soluzioni per ridurre il peso delle lastre con l'obiettivo di ridurre il consumo di materia prima utilizzata nel processo produttivo per m2 di prodotto finito. Di riflesso, grazie alla riduzione del peso delle lastre si è riusciti ad ottimizzare anche la pallettizzazione dei prodotti aumentando i m2 di prodotto finito trasportato e riducendo in maniera significativa le emissioni di CO2 associate al trasporto. In linea generale, in un triennio, dal 2021 al 2023, FIBRAN è stata in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 16% e pari a 28.000 tonnellate di CO2 equivalenti.  

La costante attenzione all'ambiente si riflette anche nelle certificazioni ottenute dall'azienda, che evidenziano l'impegno per la salute, la sicurezza dei dipendenti e la sostenibilità. Fibran dimostra una determinazione costante a migliorare la qualità dei suoi servizi e prodotti, mantenendo alti standard di gestione ambientale e promuovendo la conservazione della biodiversità in tutte le sue attività. 

Ci auguriamo che lo spirito di iniziativa di Fibran possa essere esempio per tutte quelle aziende che operano nel settore estrattivo. In un mondo in cui è sempre più necessario fare un passo avanti verso la sostenibilità, il coraggio di adottare pratiche rispettose dell'ambiente e responsabili diventa più che mai essenziale.


FIBRAN Spa è la business unit italiana del Gruppo FIBRAN SA, azienda fondata a Salonicco in Grecia e specializzata nella produzione di materiali isolanti (FIBRANgeo, pannelli in lana di roccia e FIBRANxps, pannelli in polistirene estruso) e sistemi a secco FIBRANgyps per l’edilizia.
Il Gruppo FIBRAN SA sta espandendo il proprio portafoglio con diverse acquisizioni, contando oggi stabilimenti in 7 Paesi europei e attività commerciali in oltre 60 Paesi in tutto il mondo. Tra le acquisizioni più recenti, il nuovo stabilimento di lana di roccia in Bulgaria e l’acquisizione in Italia nel 2021, con il nuovo stabilimento e la cava di gesso di Gessi Roccastrada. Quest’ultima acquisizione conferma il forte investimento del Gruppo FIBRAN SA nei sistemi costruttivi a secco, soprattutto grazie alle risorse di Gessi Roccastrada, che è proprietaria delle più importanti cave naturali di gesso nel bacino minerario della Toscana. Il fatturato aggregato del Gruppo italiano FIBRAN Spa, Gessi Roccastrada supera i 53 milioni di euro al 31.12.2023.

Assogesso è l’Associazione che rappresenta i produttori di gesso e relativi manufatti. L’associazione assiste e tutela i soci in tutti i temi economici, sociali, ambientali, sindacali e culturali che direttamente o indirettamente li riguardano; promuove il progresso dell’industria del gesso assicurando che a livello istituzionale e politico ci sia la consapevolezza del contributo che l’industria del gesso porta in termini di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e contributo alla riduzione dei consumi energetici.

Eurogypsum è la federazione europea delle associazioni nazionali di produttori di prodotti a base di gesso (cioè gesso e cartongesso). Si tratta di una delle poche industrie completamente integrate (dalla culla alla culla) nel settore dei prodotti da costruzione. Le aziende che estraggono il gesso lo lavorano e producono prodotti e sistemi a valore aggiunto ampiamente utilizzati nell'edilizia e in altri settori. Con un fatturato di 7 miliardi di euro, l'industria europea del gesso e dell'anidrite gestisce circa 160 stabilimenti e 154 cave e dà lavoro direttamente a 28.000 persone e indirettamente a 300.000 persone. L'industria del gesso dà lavoro a 1.100.000 intonacatori e installatori di cartongesso. Forma circa 25.000 persone all'anno in tutta Europa.