Convegno: la certificazione delle professionalità e dell’operatività in cava

Aspetti normativi, produttivi e di relazione con le certificazioni internazionali. L'esempio del Capo cava

La complessità delle attività di cava richiede la presenza di professionalità sempre più qualificate e di procedure operative attente alle necessità della produzione e all'evoluzione normativa in materia ambientale e prevenzionistica.
La certificazione delle competenze professionali e delle procedure operative costituisce certamente un contributo notevole ad un corretto svolgimento dell'esercizio minerario, raggiungendo anche l'obiettivo di modernizzare i processi produttivi del settore estrattivo, di facilitare i rapporti con la pubblica amministrazione e migliorare l'accettazione sociale dell'impresa.
Le norme di polizia mineraria prevedono la presenza in cava delle due figure professionali del Direttore responsabile dei luoghi di lavoro e del Sorvegliante, esclusivamente con fini di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei terzi interessati, mentre trascurano le professionalità con responsabilità operative gestionali, pure presenti in cava.
Quasi sempre in cava si riscontra la figura di un Responsabile della programmazione e della produzione, talvolta coincidente con quella del Titolare, del Direttore responsabile o del Sorvegliante: tale figura, individuabile concretamente in quella di "Capo cava", assicura il raggiungimento degli obiettivi produttivi in cava, in attuazione degli indirizzi della proprietà e in rapporto dialettico con il Direttore responsabile.
L'ANIM propone un disciplinare per la certificazione della professione di "Capo cava", che offra le opportune competenze a e capacità gestionali alla proprietà aziendale e alla collettività.
La certificazione della professione di "Capo cava" è a carattere volontario.
Tra le certificazioni della operatività in cava si richiamano quelle relative alla sicurezza e all'ambiente, oggetto di importanti proposte di revisione, per adeguarle ai nuovi scenari produttivi.

Presentazione
Il presidente dell'ANIM, Ing. Domenico Savoca, introduce i lavori, evidenziando l'interesse dell'Associazione per lo sviluppo delle professionalità operanti in cava, sia quelle codificate dalla legislazione nazionale in materia di polizia mineraria, sia quelle emergenti nel nuovo panorama produttivo nazionale, quale ad esempio quella di Capo cava.
Le normative regionali tendono ad allargare il novero delle figure professionali operanti in cava di cui si richiede o si effettua la valutazione della professionalità, in termini di capacità e di competenza, ritenendo ormai superate le vecchie previsioni di cui al DPR n. 128/1959 dai nuovi modelli organizzativi aziendali.
Nel corso del convegno si farà particolare riferimento alla figura del Capo cava, che ormai emerge quale professione principale nell'ambito dei lavori estrattivi.


SESSIONE UNICA MATTUTINA
Coordinatore: Ing. Nando Ferranti, Segretario generale ANIM
Aspetti giuridici e operativi dell'accertamento delle competenze professionali in cava. Disciplinare per la certificazione della professione di responsabile della programmazione e della produzione - Capo cava
Ing. Domenico Savoca - Presidente ANIM

Si procede all'esame della legislazione nazionale in materia di polizia mineraria, che riporta solo due professionalità di cui si ritiene necessario provvedere ad una regolamentazione di massima: il Direttore responsabile dei luoghi di lavoro e il Sorvegliante dei posti di lavoro.
In particolare, il Direttore responsabile, oltre a possedere un titolo di studio specifico, deve essere in possesso di capacità e competenze adeguate, e compete al Titolare l'accertamento di tali caratteristiche professionalizzanti: non si rinvengono indicazioni normative circa le modalità di valutazione della professionalità del Direttore responsabile.
La conduzione di un'attività estrattiva prevede la presenza necessaria di ulteriori figure professionali, per specifiche funzioni legate alla gestione economica del ciclo produttivo: la figura certamente più rilevante è quella del responsabile della programmazione e produzione in cava, spesso denominato Capo cava, cui corrisponde, per il settore di miniera, quella di Capo servizio.
La figura del capo cava oggi assume grande rilevanza, seppur priva di riconoscimento formale, ed è destinata a interloquire con quella del Direttore responsabile e del Sorvegliante, condizionando anche le scelte operative di queste due ultime figure.
Il Capo cava assicura il raggiungimento quotidiano degli obiettivi produttivi e la qualità dei prodotti della cava, e non sempre tali obiettivi produttivi sono compatibili con quelli della sicurezza, quindi occorre trovare il giusto coordinamento.
L'ANIM ha ritenuto necessario proporre agli operatori del settore estrattivo un documento denominato "Disciplinare per la certificazione della professione di responsabile della programmazione e della produzione in cava - Capo cava", al fine di supportare il sistema produttivo delle cave e di gestione del personale nel raggiungimento degli obiettivi industriali e di tutela dell'ambiente e della sicurezza.
Il disciplinare proposto definisce i contenuti necessari della formazione e per la successiva certificazione da parte di un Organismo di certificazione del Capo cava.
La certificazione offre all'imprenditore le garanzie formali e sostanziali circa la corretta attribuzione della funzione operativa di Capo cava ad un professionista formalmente riconosciuta e certificata.
La certificazione, inoltre, rende chiari compiti e funzioni nell'attività estrattiva ordinaria, con conseguente individuazione delle responsabilità circa il rispetto degli impegni relativi all'autorizzazione di cava e al rispetto del progetto di coltivazione.
Il documento ANIM indica l'iter di certificazione, mediante prove scritte, orali e pratiche in materia estrattiva e di gestione del personale: l'esame è condotto da una commissione nominata dall'Organismo di certificazione.

L'importanza della qualifica professionale del geologo nel settore delle materie prime
Dott. Geol. Gabriele Ponzoni - Segretario Generale Federazione Europea dei Geologi

Il relatore presenta la Federazione Europea dei Geologi, organizzazione professionale il cui obiettivo principale è contribuire ad un uso più sicuro e sostenibile dell'ambiente naturale, proteggere ed informare il pubblico e promuovere un'attività più responsabile nello sfruttamento delle risorse naturali.
Il relatore presenta la norma CRISCO (Committee for Mineral Reserves International Reporting Standards), che ha l'obiettivo di promuovere standard elevati di valutazione delle risorse e riserve minerarie e dell'avanzare delle coltivazioni: aderiscono a CRISCO tutte le maggiori organizzazioni internazionali rappresentanti il settore estrattivo nel campo della valutazione dei giacimenti.
Si procede ancora alla presentazione del PERC (Pan-European Reserves & Resources Reporting Committee), equivalente europeo del CRISCO.
L'EurGeol Tool è un servizio reso ai possessori del titolo di geologo europeo(euro geologo), compagni, autorità pubbliche Stakeholders. Si tratta di una directory interattiva per la ricerca a livello europeo delle professionalità di geologo presenti nei singoli Stati in relazione alle esigenze di impiego produttivo.
L'eurogeologo deve avere una qualifica appropriata, deve essere qualificato da una Istituzione riconosciuta, ha esperienze importanti nel settore in cui è stato qualificato ed è sistematicamente aggiornato.
Alcuni documenti comunitari, in particolare le Comunicazioni della Commissione Europea, hanno definito il quadro tecnico e normativo all'interno del quale si muovono le figure corrispondenti a quella dell'eurogeologo, nonché delle proposte di direttive relative ai servizi del mercato interno, a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una regolamentazione delle professioni e al quadro giuridico e operativo della carta elettronica europea dei servizi.
A livello nazionale serve una riqualificazione del geologo, che possa acquistare rilevanza a livello europeo, permettendo anche una riduzione degli elevati indici di mancato impiego della categoria.

Linee della regione Toscana per la figura del Capo cava
Dott.ssa Marchetti - UOC Ingegneria Mineraria - Azienda USL Toscana Nord-Ovest

L'Asl Toscana Nord-ovest ha presentato la procedura unificata per il taglio al monte, condivisa con il comparto estrattivo del distretto Apuo-Versiliese.
Le procedure per il taglio al monte si applicano alle operazioni:
• isolamento delle bancate di coltivazione: è l'applicazione più comune e più frequente nell'attività estrattiva ordinaria;
• isolamento di bancate particolari, per posizione, morfologia, struttura, condizioni operative;
• isolamento di volumi irregolari per scopertura del giacimento, rimozione del cappellaccio, rimozione di volumi per motivi di messa in sicurezza e bonifica.
L'organigramma aziendale è cosi costituito:
• Titolare dell'autorizzazione
• Datore di lavoro
• Direttore della produzione (Capo cava)
• Direttore responsabile (DPD n. 128/1959, D. Lgs n. 624/1996)
• Sorvegliante
• Addetti
Laddove vi siano cave in cui sia nominato un solo sorvegliante che gestisce un unico cantiere, questi potrà essere anche il Direttore della produzione - Capo cava. Nel caso di più cantieri e quindi più sorveglianti, uno di questi sarà anche Direttore della produzione.
Il Direttore responsabile redige una scheda riassuntiva delle modalità operative e disposizioni di lavoro individuando l'area omogenea, redige le valutazioni condivise in forma grafica e predispone una check-list cui il sorvegliante deve attenersi.
Il Direttore responsabile, unitamente al Capo cava, individua le aree omogenee per le caratteristiche, di orientazione similare delle fratture, posizionamento similare delle macchinette a filo diamantato e per similare procedura di attacco, taglio e ribaltamento, quindi programma i lavori di sfruttamento della cava.
Il sorvegliante provvede alle incombenze di cava, di registrazione, informazione degli addetti circa le operazioni condivise, verifica delle modalità operative e delle disposizioni di lavoro, ferma le specifiche lavorazioni nel caso in cui non sia possibile attuare le modalità operative.

Evoluzione della coltivazione del lapideo: Il Capo cava tra sistemi di gestione, big data e tradizione
Ing. Orlando Pandolfi - Vicepresidente ANIM

Quella che viene definita come "Quarta rivoluzione industriale" ha come capisaldi una stretta connessione tra sistemi fisici e digitali, l'impiego di analisi complesse facilitate dalla raccolta dei "Big data" e adattamenti realtime all'evoluzione dei lavori. I vantaggi sono molteplici, e si riscontrano miglioramenti in termini di sicurezza, qualità, flessibilità, produttività, pronta risposta ai bisogni. Il personale deve essere in grado di interfacciarsi con l'automazione, creando sinergia tra risorse umane, macchinari e luoghi di lavoro in grado di governare al meglio in processo produttivo.
Il sistema cava ha come input le risorse e l'energia, quindi si opera in un contesto rappresentato da risorse umane, hardware (ambiente di lavoro, macchine, etc.) e software (Metodologia di coltivazione, sistemi gestionali), mentre l'output è rappresentato da blocchi, semilavorati, detriti e informi.
Il processo organizzativo (risorse umane e organizzazione) contribuisce alla realizzazione del ciclo di lavorazione, unitamente all'energia e alle risorse, con l'aiuto dei processi di supporto (manutenzione, etc.).
L'utilità dei big data, quale insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi dei dati massivi, risulta evidente in sede di pianificazione e scheduling dell'attività di cava.
La tecnologia può essere di grande aiuto agli operatori per quanto riguarda la gestione della manutenzione di attrezzature e macchine presenti in cava, anche mediante l'utilizzo di appositi tag, sui quali vengono registrate le informazioni principali riguardanti un determinato oggetto.
I sistemi gestionali ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001 sono utilizzati per la misurazione dei risultati mediante una serie di step codificati all'interno delle singole norme.

Applicazione delle norme europee e nazionali relative alle certificazioni delle professioni e dei sistemi di gestione in materia di ambiente e sicurezza:l'interesse per il settore estrattivo
Ing. Vincenzo Correggia - Vice Presidente Vicario ANIM - Dirigente Ministero Sviluppo Economico

Il relatore ha evidenziato come il sistema della qualificazione e, prima ancora, della "riconoscibilità" del trasferimento delle competenze, delle professioni, della tutela dei lavoratori è stato posto dalla evoluzione delle attività economiche. Il trasferimento delle conoscenze e delle competenze all'interno del mercato unico europeo è avvenuto in modo non univoco e tale da consentire la caratterizzazione delle molteplici attività professionali.
Negli ultimi anni in ISO, CEN e UNI sono state avviate numerose iniziative di qualificazione di attività professionali, che hanno portato alla definizione di un consistente pacchetto di norme UNI: tale Ente ha costituito nel 2011 la Commissione "Attività professionali non regolamentate", con lo scopo di stabilire terminologia, principi, caratteristiche e requisiti relativi alla qualificazione di attività professionali.
Con l'approvazione della legge n. 4/2013 l'attività di formazione dell'UNI ha acquisito ulteriore rilevanza, in quanto tale legge dà piena attuazione al principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica.
La legge sopra citata all'art. 6 "Autoregolamentazione volontaria", pur non rendendo obbligatorio il rispetto delle norme UNI, definisce quei principi e criteri generali che disciplinano l'esercizio autoregolamentato dell'attività professionale che la norma tecnica di fatto garantisce.
L'intervento prosegue con l'esame dettagliato della legge n. 4/2013.
Ai fini della sopra citata legge, per professione non organizzata in ordini o collegi si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate a soggetti iscritti in albi o elenchi.
Chiunque svolga una prestazione di cui alla legge n. 4/2013, in ogni documento e rapporto scritto fa espresso riferimento alla legge stessa, e l'inadempimento è considerato pratica professionale scorretta.
Il relatore, infine ha evidenziato gli obblighi e gli oneri relativi alle tipologie di certificazione previste dalla legge.

La certificazione del personale, modalità ed esperienze, il punto di vista dell'Organismo di certificazione
Dott.ssa Erika Sara Nida - RINA SERVICES

La relatrice ha introdotto i concetti di certificazione del personale: la certificazione di parte terza garantisce che la valutazione di conformità ai requisiti dello Standard di riferimento sia eseguita da un Organismo di certificazione indipendente dalla persona o organizzazione che fornisce l'oggetto della certificazione e da interessi da utilizzatore per l'oggetto stesso.
La certificazione può essere effettuata per previsioni legislative, concorrenza o competitività, esigenza del mercato che richiede maggiori riconoscimenti ai singoli operatori, tutela del singolo utilizzatore finale e richiesta di associazioni di categoria, ai fini di una maggiore tutela anche associativa.
La relatrice ha esaminato l'attuale sistema legislativo relativo alle certificazioni del personale, che si basa sulla legge n. 4/2013, disposizioni in materia di professioni non organizzate, e sul decreto legislativo n.13/2013, circa le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni per la validazione degli apprendimenti non formali e informali.
L'UNI ha costituito la commissione tecnica "Attività professionali non regolamentate", la quale ha avuto impulso con la citata legge n. 4/2013, introducendo il principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica.
La qualificazione può basarsi su una specifica norma tecnica UNI o su una specifica tecnica/disciplinare.
Per la certificazione di una figura professionale RINA SERVICES crea di volta in volta uno specifico schema di certificazione, composto da:
• Regolamento generale per la Certificazione di persone
• Documento contrattuali
• Codice etico
• Regolamento per l'utilizzo del logo
• Logotipo
• Modulistica d'esame
• Certificato.

 

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