Da 90 anni proiettati al futuro

DAF Trucks ha celebrato a Eindhoven i 90 anni dalla sua fondazione con un evento che ne ha ripercorso la storia e ha gettato le basi per le novità del prossimo futuro

Opportunità o disfatta. È questo il bivio davanti al quale, per definizione, sia etimologicamente che concretamente, pone dinnanzi la crisi, di qualsiasi natura essa sia. A maggior ragione se la crisi in questione è passata alla storia come Grande Depressione, ossia la crisi del '29 che sconvolse l'economia globale ma che indusse i fratelli Hub e Wim van Doorne ad ampliare la gamma dei servizi offerti dalla piccola azienda fondata solo un anno prima, nel 1928, da Hub e che nel 1932 iniziò a produrre attrezzature di trasporto e rimorchi sotto il nome di "van Doorne's AanhangwagenFabriek, ossia DAF. Quella DAF che oggi produce veicoli a livello globale e che ha fatto dell'innovazione, della qualità e dell'efficienza di trasporto le sue caratteristiche distintive. Caratteristiche che, insieme alla storia del marchio, sono state sottolineate e ripercorse durante il 90esimo compleanno di DAF, celebrato lo scorso aprile ad Eindhoven, in Olanda, dove la Casa costruttrice ha mosso i primi passi e dove tutt'oggi mantiene il suo headquarter.

Ma è nel circuito prove, a pochi km dalla sede, che abbiamo potuto fare un piccolo viaggio nel tempo mettendoci alla guida dei camion storici, quelli che hanno segnato l'evoluzione e la rivoluzione del brand, anche nel settore construction. Ovviamente a disposizione vi erano anche i nuovi CF, XF e LF, veicoli sempre più proiettati al futuro e chiamati a rispondere alle nuove sfide globali.

Facciamo un passo indietro: se parliamo di caratteristiche distintive del marchio olandese non si può non citare l'innovazione, visto che già nel 1932 DAF produceva telai non rivettati bensì saldati, cosa che ha reso possibile una notevole riduzione di peso e un maggior carico utile, caratteristica non da poco quella di unire leggerezza con robustezza, specie se si pensa che i tre settori su cui si concentrava il genio dei van Doorne erano strettamente legati alle esigenze del tempo, quindi agricoltura, trasporto persone (DAF ha costruito semirimorchi per il trasporto persone, nonché bus e filobus) e ovviamente il settore legato alla cantieristica, all'edilizia e alla construction. Fu poi un altro periodo tragico per l'umanità a costituire una nuova opportunità per DAF: la II Guerra Mondiale aveva lasciato dietro di sé morte e devastazione e interi paesi da ricostruire. C'è bisogno di tutto, anche di mezzi e nel 1949 viene costruito il primo camion, seguito dalle ingenti commesse di camion militari (prodotti nei primi anni '50 nella nuova fabbrica di Eindhoven dotata di linea di assemblaggio) per l'esercito olandese. Questi veicoli divennero presto famosi per le loro capacità off-road, sia in termini di robustezza e potenza che per capacità di affrontare terreni difficili in piena sicurezza. Le stesse caratteristiche che identificano oggi il CF 480 FAD Construction (8x4) che abbiamo potuto provare anche sui dislivelli di un percorso off-road ricostruito e reso ostico dalla presenza di fango particolarmente colloso, tipico dei terreni olandesi strappati al mare.

Ma se di innovazioni continuiamo a parlare, è nel 1959 con il motore DS 575 Turbo che i fratelli van Doorne riescono ad aumentare drasticamente le prestazioni e l'efficienza nei consumi dei loro veicoli. Efficienza dei consumi che cresce ancora nel 1973 quando viene presentato il primo motore al mondo per camion dotato di intercooler. E ancora una volta è una crisi, quella energetica del 1974, a giocare a favore della DAF, che riesce a farvi fronte con l'introduzione del propulsore da 11,6 litri turbocompresso e intercooler abbinato ad un assale posteriore particolarmente efficiente che ne completa la catena cinematica. Il risparmio carburante, d'altronde, è sempre stata una priorità per la Casa olandese, che, ricordiamolo, dal 1996 fa parte dal gruppo americano Paccar.

Con i nuovi CF e XF si ha un risparmio fino al 7% di carburante (6% nel FAD 8x4) dovuto ai nuovi motori, ai nuovi assali e alle nuove trasmissioni, ma anche al nuovo modulo EAS più compatto, all'aerodinamica e al peso notevolmente diminuito. Questa efficienza dei consumi, senz'altro importante nel TCO del veicolo, porta anche una importante riduzione di CO2 tanto che DAF, a riconferma della sua proiezione costante verso il futuro, sta studiando le propulsioni ibride ed elettriche partecipando anche a importanti progetti di ricerca a livello europeo, quali il Convenient e l'Ecochamp.
Convenient sta per Complete Vehicle Energy-saving Technologies for Heavy-Trucks (COnVENienT), ossia tecnologie integrali per il risparmio di energia per mezzi pesanti. Il DAF Convenient Innovation è un veicolo ibrido plug-in parallelo, dotato di motore/generatore elettrico da 120 kW, abbinato al motore PACCAR MX-11. Nelle aree urbane usa la propulsione del motore elettrico che prende l'energia dal gruppo batterie agli ioni di litio, con una capacità totale di 9 kWh e un'autonomia da 3 a 6 chilometri, in base alle condizioni, che nella pratica quotidiana è sufficiente per raggiungere il centro città, consegnare le merci e uscire. Non appena il veicolo ha lasciato l'area urbana, la propulsione è fornita dal motore PACCAR MX-11 Euro 6 da 10,8 litri e la batteria è ricaricata mediante il recupero di energia dalla frenata o dal motore/generatore che funziona in modalità di carica.

"Ecochamps" è invece un'iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea, in cui 26 aziende e istituzioni leader del settore automobilistico, sotto la guida di DAF Trucks, stanno lavorando per individuare modi in cui rendere efficienti, compatte, leggere e robuste le catene cinematiche ibride ed elettriche e soprattutto renderle commercialmente appetibili per i clienti. Il veicolo ibrido DAF XF Ecochamps Innovation recupera energia per le batterie utilizzando sia l'energia rigenerativa della frenata sia l'energia generata dal calore dei gas di scarico. Il sistema impiega l'energia dei gas di scarico puliti per azionare, mediante un circuito chiuso, una turbina che a sua volta genera energia per caricare la batteria. Progettato principalmente per ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 sulle lunghe percorrenze e sfrutta la maggiore elettrificazione del veicolo per ottimizzarne il funzionamento, fino al punto da consentire al motore diesel di disattivarsi in un'ampia tipologia di condizioni operative, con un incremento del risparmio di carburante intorno al 4-5%.

Il veicolo è dotato inoltre di compressore pneumatico e pompa sterzo ad azionamento elettrico, entrambi estremamente efficienti e silenziosi, così come abbiamo potuto constatare guidandolo nel truck test DAF. E sono proprio la rumorosità e l'odore dei veicoli di mezzo secolo fa, nonché l'essenzialità della cabina, gli ovvi macroscopici dettagli esteriori che ci indicano quanto i progressi del settore siano stati ingenti e abbiano coinvolto anche i veicoli spartani per eccellenza, quelli da construction. Emozionante provare una betoniera del 1968 e poi un CF 410 FAD Construction (8x4) con il medesimo allestimento. Impietoso e ingiusto il confronto, anche se può servire per rendere ancora meglio l'idea: la betoniera del '68 monta un motore turbodiesel sei litri, sei cilindri, da 115 kW a 2400 giri in grado di erogare con coppia massima di 442 Nm.

Il cambio è ovviamente manuale sei velocità. Ma sono anche i dati dell'interasse e dei pesi a palesare le evidenti differenze: interasse di 3,6 m e peso di 7800 kg per un carico utile di 8200 kg per la A1902DS a fronte dei 5,05 m di interasse e una MTT di 32 ton della betoniera CF 410 FAD Construction (8x4). Il motore in questo caso è l'MX-11 da 10.8 litri, Euro 6 in grado di erogare 300 kW a 1600 giri e una coppia massima di 2100 Nm fra i 900-1125 giri.
Quasi da sorridere il confronto fra le cabine, anche se considerando l'età della vegliarda A1902DS, la posizione di guida e il sedile non erano affatto scomodi. DAF, d'altronde, ha sempre tenuto alle sue cabine, comprendendo l'importanza dell'autista, tanto da avviare anche lo sviluppo di una gamma di cabine extra large negli anni '80.

E proprio dalle cabine passa l'ulteriore spinta al futuro di casa DAF, ossia il nuovo centro di verniciatura cabine, entrato in piena attività lo scorso marzo dopo due anni di lavori per arrivare ad una capacità produttiva di 300 cabine al giorno per un totale di 7000 cabine l'anno, 3.000 colori disponibili e soprattutto un 30% di riduzione di vernici usate e un 50% di riduzione di emissioni.
Un ulteriore passo in più verso un futuro che vuol essere però contraddistinto dai valori di sempre: innovazione, qualità ed efficienza.

 

 

 

Share