La Via della Seta all’epoca della globalizzazione

Si è tenuta lo scorso 23 aprile, giorno di apertura di Intermat Parigi, la conferenza stampa volta alla promozione delle mmt cinesi all'importante kermesse parigina sponsorizzata dal Ministero del commercio e dall'ambasciata cinese in Francia e organizzata dalla Camera di commercio cinese per l'importazione e l'esportazione di macchinari e prodotti elettronici (CCCME), nonché dalla China Construction Machinery Association (CCMA)

Nell’antichità si era soliti identificare la Via della Seta con il reticolo di itinerari terrestri, marittimi e fluviali, di circa 8.000 km di sviluppo, attraverso cui si snodavano i commerci tra l’impero cinese e quello romano. Non occorre scomodare Marco Polo e il suo Milione per rammentare quanto Asia ed Europa siano sempre state collegate.

Oggi ancora di più. Attraverso la Nuova Via della Seta, ossia il piano strategico per la connettività regionale One Belt One Road (OBOR) che mira a stabilire un network di infrastrutture in grado di collegare l’Asia con l’Europa, partendo proprio dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, si vuole promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi, esattamente come annunciato pubblicamente dal presidente cinese Xi Jinping nel settembre 2013. Ed è proprio in questa ottica che va contestualizzata la conferenza stampa di promozione delle macchine movimento terra cinesi che si è svolta in fiera lo scorso 23 Aprile, giornata inaugurale di Intermat Parigi.

L’evento, sponsorizzato dal Ministero del commercio e dall’ambasciata cinese in Francia e organizzato dalla Camera di commercio cinese per l’importazione e l’esportazione di macchinari e prodotti elettronici (CCCME), nonché dalla China Construction Machinery Association (CCMA), si è tenuto al cospetto di oltre 200 esponenti del settore governativo e delle macchine movimento terra, nonché dei più importanti media cinesi e di oltre 40 media internazionali provenienti da USA, Sud America, UK,  Francia, Spagna, Russia, India, Africa, Medio Oriente e Italia ovviamente.
E di un italiano è stato il primo discorso volto a sottolineare il livello di sviluppo tecnologico e di qualità ormai raggiunto dalle mmt cinesi. È infatti Davide Cipolla, CEO di CIFA (Gruppo Zoomlion) a sottolineare quanto l’acquisizione da parte del Gruppo cinese avvenuta nel 2008 sia riuscita a ridare grandi opportunità ad un marchio storico, del quale quest’anno ricorre il 90° anniversario dalla sua fondazione. Come ha sottolineato Cipolla: “Tanti sono stati i vantaggi derivati non solo dalle sinergie nella catena di vendita e di fornitura ma soprattutto dagli ingenti investimenti che hanno permesso il riposizionamento del marchio accompagnato da nuovi sviluppi tecnologici a tutto vantaggio della qualità del prodotto, visto che siamo gli unici a produrre macchine che usano la fibra di carbonio nelle aste, con un risparmio di peso e una durata maggiore delle stesse, e gli unici ad investire nella tecnologia ibrida-elettrica per le betoniere. Gli investimenti – prosegue – sono stati volti sia a fondare una fabbrica in Cina in modo da potersi avvalere di una base produttiva per i mercati limitrofi sia a potenziare le fabbriche italiane in modo da creare una strategia e una sinergia davvero proficua”.

E di strategia proficua ha parlato anche Tan Shunhui, segretario del partito e CEO di China Railway Engineering Equipment Group Co. Ltd, (CREG) specializzata nella produzione di TBM di fascia alta, tanto che fino ad aprile 2018 CREG ha fornito oltre 40 serie di TBM al mercato estero, entrando con successo in 14 Paesi tra cui Malesia, Singapore, Israele, Vietnam, Libano, Emirati Arabi Uniti, Laos, India, Iran, Taiwan, Algeria e Italia nel 2015 con CMC all’opera a Beirut. La chiave del successo di CREG sta, non solo nell’aver acquisito la tedesca Wirth Hard Rock Tunneling Machine e averne assorbito la tecnologia ma anche nell’aver creato una sua filiale in Germania e nell’aver puntato su tecnici ed esperti locali, così da garantire che la qualità tedesca fosse ereditata e sviluppata da CREG. A tutto questo si aggiungono soluzioni personalizzate per la progettazione e la costruzione delle TBM EPB, a scudo singolo, doppio scudate, multimodali, a forma di U, a pinza, a ferro di cavallo e rettangolari.

Un’attenzione al cliente e alle sue esigenze, ovunque esso si trovi, che è emerso dai discorsi di tutti i costruttori cinesi presenti, una soluzione win-win-win fra costruttori, clienti e dipendenti di cui si fa portavoce anche Peiguo Wu, CEO di SINOMACH, produttore di macchinari per compattazione, macchine stradali, macchine per scavo, macchine da miniera, macchinari per l’impilamento e il sollevamento, macchinari per il calcestruzzo, ma soprattutto produttore dei più grandi bulldozer gommati della Cina e dei compattatori per rifiuti senza pilota che sono diventati i rappresentanti della forza manifatturiera cinese.

Forza manifatturiera che contraddistingue anche LiuGong, marchio che quest’anno festeggia i 60 anni dalla sua fondazione a Liuzhou e oggi vanta 19 linee di prodotto, 8 filiali regionali in 5 continenti, 3 stabilimenti di produzione in India, Brasile e Polonia, oltre, ovviamente, all’immenso headquarter cinese e 5 centri di Ricerca e Sviluppo: Cina, india, Polonia, USA e UK per una distribuzione di 19 concessionari in 20 Paesi. Come ha sottolineato Howard Dale, CEO di LiuGong: “lo sviluppo della presenza di LiuGong in Europa è un fattore strategico per la globalizzazione del nostro marchio. Siamo stati la prima azienda cinese ad acquisire un’attività commerciale all’estero, ossia la polacca DRESSTA da HSW nel 2012. Nuovi investimenti sono stati fatti nello stabilimento di Stalowa Wola che, oltre alla produzione di 3 modelli di pale gommate e 4 modelli di escavatori, può vantare un magazzino ricambi con oltre 34.000 elementi a stock. Proprio grazie alla decisione di produrre in Europa siamo in grado di soddisfare i requisiti legislativi dell’UE per le emissioni dei motori, la sicurezza e fornire specifiche su misura per i vari mercati così da produrre prodotti che soddisfano e superano gli standard di qualità europei, anche perché per capire e rispondere ai nostri clienti dobbiamo vivere dove essi vivono. Ma soprattutto – conclude – la nostra forza sta nel capitale umano e nella tecnologia innovativa tale da garantire ai nostri clienti facilità d’uso, sicurezza e performance”.

Anche Yongmao Tower Crane, primo produttore di gru a torre cinese ad entrare nel mercato europeo e statunitense, forte della certificazione CE UE, dell’omologazione di Singapore MOM, della certificazione KOSHA in Corea e Russia, Ucraina e di altre dozzine di certificazioni e approvazioni, tanto da coprire più di 80 Paesi nel mondo con i suoi prodotti, è in grado di offrire soluzioni personalizzate e adatte a condizioni di lavoro complesse. Ad esempio, Yongmao ha progettato e prodotto una gru a torre mobile a raggio ridotto con curvatura tale da soddisfare le esigenze di costruzione del cliente su superfici verticali irregolari, o gru a torre controllata senza cabina per operazioni a lunga distanza, o ideare un dispositivo di smontaggio automatico per smantellare la gru a torre a mezz’aria con uno spazio limitato e per rendere resistenti ai tifoni e agli uragani le gru ha addirittura progettato una configurazione dell’albero a doppio strato per superare l’elevata velocità del vento.  A questa forza progettuale si aggiunge poi un servizio post-vendita 24 ore su 24, 7 giorni su sette. In un mercato sempre più globalizzato la Via della Seta è oggi una realtà percorsa da sempre più protagonisti che invitano i più blasonati brand a tenere alta la guardia nell'ottica di un miglioramento collettivo che altro non può che giocare a favore dell’utilizzatore finale.


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