Il nuovo cielo verticale di Roma Tiburtina

Il valore culturale estetico e sociale dell'architettura

Si sono appena conclusi i lavori per il nuovo quartier generale della BNL - Gruppo BNP Paribas - che, completati gli allestimenti degli interni, diventerà pienamente operativo nell'estate del 2017.
Sono passati solo 3 anni dalla posa della prima pietra, nell'ottobre del 2013, e, in un tempo così breve, una vasta area urbana di Roma, tra i quartieri Nomentano e Pietralata, con al centro il nodo infrastrutturale della nuova Stazione Tiburtina, si è radicalmente trasformata grazie all'inserimento di quest'opera che, pur nella sua imponenza, risulta perfettamente inserita nel contesto urbano con cui instaura una fitta e visionaria corrispondenza.
Le ambizioni del progetto e della Committenza, unite ai vincoli dettati dalla conformazione dell'area, una stretta fascia a ridosso dei binari, e dall'esigenza di preservare la cisterna dell'acqua disegnata da Angiolo Mazzoni, costituivano una sfida di grande complessità.
Il tema progettuale è stato brillantemente risolto grazie alla visione architettonica e urbanistica dello Studio 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo, autori di progetti di grande rilievo e vincitori di uno degli ULI Global Awards For Excellence per il progetto dei Docks di Marsiglia.
Nel descrivere le linee guida del processo creativo i progettisti ne evidenziano alcune caratteristiche di valore simbolico:
• la disposizione planimetrica, lineare ad est e dolcemente deformata ad ovest attraverso la scrittura di una sequenza variabile di linee spezzate;
• la scelta di non voler creare un "fronte e un retro" ma uno spartito compositivo capace di creare lo stupore e la meraviglia nella "metamorfosi" dell'edificio, che sarà percepito sempre in maniera differente per la sua capacità di reagire alla luce alle diverse ore del giorno durante i diversi giorni dell'anno;
• l'articolazione delle sue funzioni, composte secondo un principio di stratificazione orizzontale, in una sequenza classica quale basamento (le funzioni "collettive" o meglio di interfaccia con il pubblico), elevazione (le funzioni prevalenti/uffici), coronamento (lo spazio inatteso e unico e il suo rapporto con il cielo);
la hall d'ingresso, evidenziata secondo un rapporto orizzontale e verticale grazie alla identificazione di una "unione-separazione" che diviene una "trasparenza-terrazza" per quattro livelli e scopre la cisterna d'acqua del Mazzoni, elemento originale ed intatto.


Riqualificazione urbana, benessere, efficienza e sostenibilità
Il complesso direzionale della BNL - 230 metri di lunghezza, 12 piani fuori terra più 4 livelli interrati, 75.000 metri quadrati di superficie - è il più importante intervento privato realizzato a Roma negli ultimi anni ed è desinato ad imprimere una forte accelerazione allo sviluppo dell'intera area urbana. Saranno infatti circa 3000 i lavoratori che ogni giorno raggiungeranno la nuova sede dove al loro benessere sono dedicati grandi spazi, circa il 25%, destinati ad asilo, palestra, ristorante aziendale, infermeria, auditorium, ecc.
La realizzazione di un'opera così complessa, completata nei tempi previsti e nel pieno rispetto del budget iniziale, ha richiesto un grande impegno ingegneristico, tecnologico, di ricerca e selezione dei materiali, di studio degli aspetti energetici, di comfort ambientale e di sostenibilità.
Dietro al complesso movimento facciate, così esteticamente impattante, si nascondono diverse soluzioni tecnologiche, messe a punto da Stahlbau Pichler, che vanno dalla facciata vetrata a cellule, alla facciata ventilata con i particolari rivestimenti ceramici diamantati dalla sagoma tridimensionale con un'alternanza di superfici assorbenti e non che contribuisce all'efficienza energetica dell'intera struttura.
In sintonia con la policy ambientale del Gruppo Bnp Paribas, il progetto prevede sistemi a basso consumo idrico ed elettrico, massimo utilizzo dell'illuminazione naturale, un campo fotovoltaico in copertura che produrrà circa il 50% del fabbisogno energetico necessario per la climatizzazione dell'edificio e una vasca per la raccolta delle acque meteoriche che alimenterà i servizi igienici e l'impianto di irrigazione delle aree verdi. Si stima che i livelli di efficienza e sostenibilità raggiunti consentiranno l'ottenimento della Classe A e la certificazione LEED Gold.
A questi importanti risultati ha contribuito anche l'utilizzo dei pannelli isolanti STiferite Class SK, utilizzati in circa 7000 metri quadrati di facciata e forniti, sulla base delle esigenze di resistenza termica delle diverse superfici in due diversi spessori: 80 mm, R = 3,08 m2K/W, e 100 mm, R = 3,85 m2K/W.
Il pannello STIFERITE Class SK è costituito da schiuma poliuretanica , tipo poliyso, rivestita da ambo i lati in fibra di vetro saturata, ed è specifico per l'isolamento termico di pareti dall'esterno.
Come per tutti i prodotti della gamma STIFERITE, anche per STIFERITE Class SK sono stati effettuati studi di Life Cycle Assessment su cui si basa la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) rilasciata secondo una procedura verificata da Ente Terzo (IBU - Institut Bauen und Umwelt). Per i prodotti STIFERITE è inoltre disponibile la mappatura secondo lo standard LEED che evidenzia la loro possibile contribuzione all'ottenimento dei punteggi previsti per le diverse aree.

 

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