Una visione futuristica tangibile
Può sembrare antitetico parlare di visone futuristica e di tangibilità. Come può essere una visione futuristica qualcosa di concreto, reale e tangibile? Ebbene per DAF il futuro è qualcosa di chiaro, manifesto, quasi palpabile. Lo ha dimostrato durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è tenuta in una location altamente suggestiva, la centrale idroelettrica Alessandro Taccani di Trezzo d’Adda (MI), magistrale esempio di architettura industriale di inizio ‘900. Massimo Dodoni, Amministratore Delegato di DAF Veicoli Industriali, ha impostato la sua presentazione sulle modalità di trazione alternativa al gasolio e sulla connettività, due capisaldi di quello che sarà il futuro del trasporto. Ma ancor prima di entrare nel dettaglio della visione e delle soluzioni proposte da DAF per arrivare ad un trasporto a zero emissioni, Dodoni si è soffermato sugli eccellenti risultati finanziari ottenuto da PACCAR nel 2025. Come ha specificato:
“PACCAR chiude l’anno con un risultato consolidato sulle vendite di 21.62 miliardi di dollari e un Net Income di più di 2 miliardi di dollari, in particolare per quanto riguarda la parte ricambi l’utile netto è di 1,5 miliardi di dollari, la parte dei servizi finanziari ha registrato un utile lordo di 370 milioni di dollari, 550 milioni sono gli investimenti in capitale mentre ben 340 milioni di euro sono stati investiti in Ricerca e Sviluppo, segno tangibile che PACCAR, player a livello globale, non lesina investimenti in quelli che sono gli ambiti maggiormente attenzionati.
A livello di mercato – prosegue – l’Europa guida con 270.000 – 300.000 veicoli sopra le 16 ton, vale a dire che cuba quasi tanto quanto Nord America e Sud America insieme. E per il 2026 stando al MAUT tedesco, vera e propria cartina tornasole dei km percorsi al giorno, si prevede un andamento del traffico sugli stessi volumi del 2025. Nonostante un mercato sfidante – specifica Dodoni – DAF ha comunque raggiunto dei record: è stata aperta la 150° officina a marchio TRP, marchio Daf collocato sotto la divisione PACCAR PARTS; è stato prodotto il 10millesimo XB nell’impianto di Leyland in UK e abbiamo toccato il 125millesiono veicolo DAF NGD, oltre ad essere stati superati i 300mila contratti di manutenzione e riparazione. Ma soprattutto – sottolinea – proponiamo anche veicoli già allestiti, i cosiddetti Ready to go, quindi già equipaggiati con cassone, o con gru o cella frigorifera o compattatore, solo per citarne alcuni, in modo tale da abbassare le tempistiche di consegna e permettendo ai clienti di meglio fronteggiare i picchi di lavoro”. Tra le consegne degne di maggior nota spiccano il DAF modello bisarca e i 40 veicoli elettrici consegnati alla città di Amsterdam. Senza dimenticare che DAF, l’XD Electric e l’XF Electric ha vinto l’International Truck of the Year 2026: terza volta in cinque anni che il costruttore olandese vince questo prestigioso premio.
A livello di veicoli a zero emissioni, ricordando che in PACCAR ci sono anche i mezzi Peterbilt e Kenworth, non si può non citare l’immenso impianto in costruzione negli USA dedicato a batterie e celle combustibili di ultima generazione. Un impianto che consentirà a DAF di essere autosufficiente per quanto riguarda la produzione degli elementi core sia per i veicoli a propulsione elettrica sia un domani per i veicoli a propulsione a idrogeno.
Ma da qui la domanda sorge spontanea? Basta disporre di veicoli elettrici per creare un mercato? Ovviamente no, servono investimenti in infrastrutture e in connettività. Connettività intesa sia come servizi dati da Paccar Connect per aumentare i tempi di attività dei veicoli, ridurre i costi operativi e ottimizzare l’efficienza logistica ma anche come connettività intesa come connessione dei quattro ambiti di trasporto: strada, ferrovia, nave e aereo, attraverso hub intermodali in cui la sostenibilità occuperà sempre più una posizione di primo piano. Come ha evidenziato ancora Dodoni: “Se guardiamo al mercato per il biennio 2026-2027 vediamo un’impennata dei veicoli BEV, a propulsione elettrica che erodono quote di mercato dell’LNG, tanto da prevedere un mercato europeo di 20.000 unità, quindi il 7% del mercato complessivo. Diversa ovviamente la situazione italiana che si attesterà intorno al 2% ma sarà comunque un inizio, in quanto l’Europa, volenti o nolenti traina, anche perché tantissime aziende di trasporto non operano solo in Italia e quindi si dovranno adeguare alle richieste del mercato d’oltralpe” Come si prepara quindi DAF? Attraverso Site Assesment di tutti i dealer e officine DAF (tante sono quelle già strutturate e attrezzate) attraverso la formazione commerciale e tecnica della rete, quindi Elettrotecnici, PES-PAV, personale commerciale (tra l’altro tutti i delaer DAF, entro 2026 saranno dotati di colonnina da 180 KW fornite da PACCAR) e infine Ecodrive/istruzione alla guida per BEV. “Non a caso – conclude Dodoni – dobbiamo essere noi a spiegare come utilizzare il veicolo elettrico, quasi delineando una strategia di utilizzo, un approccio consulenziale fondamentale per creare un mercato BEV e rispondere agli obiettivi di riduzione di CO2 fissati per il 2050”. Obiettivi che non rappresentano solo una visione futuristica, ma una concreta tangibilità da costruire e implementare giorno dopo giorno.






