La "Gronda" di Genova

La SIG, Società Italiana Gallerie, ha organizzato nel capoluogo ligure una visita tecnica, con l'obiettivo di accendere i riflettori sul nodo stradale e autostradale della città e sull'adeguamento del sistema A7, A10 e A12. La Visita Tecnica SIG era finalizzata a conoscere le particolarità tecniche del progetto della "Gronda" di Genova progettato prevalentemente in galleria e di riflesso avere una panoramica sul sistema autostradale del nodo di Genova


Quarry & Construction, lo scorso giugno, era nel capoluogo ligure per partecipare alla visita tecnica della SIG - Società Italiana Gallerie sulla cosiddetta Gronda di Genova, vale a dire il progetto di adeguamento del nodo stradale e autostradale di Genova, relativo alle autostrade A7, A10 e A12.
Il tema era dunque quello delle infrastrutture cittadine e dell'opportunità di potenziarle e modificarle. Ora siamo nella fase in cui bisogna dare concretamente forma al futuro. In che modo? Optando per quali soluzioni? Quale potrebbe essere il ruolo della Gronda nello scenario della futura viabilità genovese? Ecco il resoconto dell'incontro organizzato dalla SIG.


Il Progetto della Gronda

Dopo il tradizionale benvenuto e i saluti dell'Ing. Andrea Pigorini, Presidente SIG, il primo relatore della giornata è stato l'Ing. Roberto Tomasi Direttore Generale e Amministratore Delegato di ASPI, il quale si è innanzitutto soffermato sul piano investimenti di ASPI per le autostrade italiane, un piano da 12 miliardi di euro. Di questi, circa 4,2 sono stati destinati al progetto della Gronda, ritenuta di primaria importanza per fare della città l'hub portuale di livello internazionale che ha le potenzialità di essere.
L'approccio di ASPI all'opera si articolerà in 4 fasi: progettazione, selezione fornitori, definizione parametri tecnico-economici di qualifica, gestione dell'appalto. Al momento però non è ancora conclusa la fase di progettazione; il progetto definitivo è stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture nel 2017, il progetto esecutivo è stato inviato lo scorso agosto al Ministero ed è attualmente in fase di approvazione.
A seguire, l'Ing. Alberto Selleri, Direttore Progetto Realizzazione Gronda di ASPI, ha descritto in dettaglio il progetto e i lotti. L'opera consiste sostanzialmente nell'adeguamento del nodo stradale e autostradale di Genova in relazione alle autostrade A7, A10 e A12.
La nuova infrastruttura è prevista in variante rispetto al tracciato esistente tra Vesima e Genova Ovest (Gronda di Ponente), con attraversamento della Val Polcevera in corrispondenza di Bolzaneto, a potenziamento dell'autostrada A7, nel tratto compreso fra Bolzaneto e Genova Ovest, e con realizzazione della nuova carreggiata Est dell'autostrada A12 fra Begato e Genova Est, nonchè vari interventi di connessione alla viabilità esistente.
Il progetto di potenziamento del nodo autostradale di Genova si è posto l'obiettivo di alleggerire il più possibile il tratto di A10 più interconnesso con la città di Genova, cioè quello dal Casello di Genova Ovest (Porto di Genova), passando per l'aeroporto e il popoloso quartiere di Pegli, sino all'abitato di Voltri - trasferendo il traffico pesante su un'infrastruttura in affiancamento all'esistente, costituendone di fatto un raddoppio (potenziamento fuori sede).
L'impatto ambientale - ha evidenziato Selleri - è mitigato dal fatto che, a causa della particolare conformazione morfologica del territorio ha vincolato la scelta progettuale dell'opera complessiva, prevedendo di ricorrere a un uso intensivo del sottosuolo. La nuova infrastruttura infatti è stata prevista quasi completamente in sotterraneo (oltre il 90% del suo sviluppo) e comprenderà la realizzazione di 25 nuove gallerie (per circa 50 km di tracciato considerando la doppia carreggiata), con la conseguente movimentazione di circa 11 milioni di mc di smarino sciolto, in parte contenente amianto.
Le 14 gallerie situate ad Est del torrente Polcevera saranno realizzate in tradizionale, mentre delle 11 gallerie situate ad Ovest del torrente Polcevera, le gallerie a doppia canna Monterosso, Amandola e Borgonuovo saranno realizzate con scavo meccanizzato.
Le opere poste alla destra del torrente e quelle poste a sinistra sono nettamente diverse fra loro: il Polcevera rappresenta infatti lo spartiacque geologico fra i terreni potenzialmente amiantiferi della sponda destra e quelli non amiantiferi della sponda sinistra, con forti implicazioni sulle scelte tecnologiche delle metodologie degli scavi in sotterraneo. Inoltre il Polcevera rappresenta anche l'elemento separatore fra il tracciato tortuoso ed articolato sui rami del lato sinistro - che si occupano di assicurare l'interconnessione tra i vari tratti autostradali esistenti e la nuova infrastruttura - e quello più lineare del lato destro, da dove parte la "Gronda", che si occupa essenzialmente di trasferire il traffico fino a Vesina, raddoppiando l'A10 esistente.
L'opera è stata suddivisa in 10 lotti, di cui 2 propedeutici allo svolgimento dei lavori. I criteri chiave per la suddivisione in lotti e la strategia di affidamento saranno i seguenti:
- massimizzare gli affidamenti «in house» per le attività critiche al fine di minimizzare i rischi del progetto;
- anticipare le attività propedeutiche per l'inizio dei lavori;
- affidare direttamente a ditte specializzate le forniture specialistiche per ottenere migliori prestazioni;
- la possibilità per ASPI di subentrare in caso di default o di contenzioso con un'impresa.
La parola è poi passata all'Ing. Orlando Mazza, Direttore Tecnico Nuove Opere Autostradali Progettazione di SPEA, che ha focalizzato il proprio intervento sullo sviluppo del progetto esecutivo. La premessa iniziale è stata che il progetto esecutivo costituisce l'ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e, pertanto, definisce compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l'intervento da realizzare. In questa fase diventa di importanza fondamentale la figura del progettista, che in realtà racchiude in sé tre figure professionali distinte: il Progettista Specialista (PS), il Responsabile Integrazioni Progettistiche specialistiche (RIPS) e il Direttore tecnico (DT). Le sfide da raccogliere - ha sottolineato Mazza - sono quindi enormi, anche considerata la delicatezza della fase progettuale (il progetto esecutivo è l'anticamera dell'inizio dei lavori).


L'Opera a Mare e le opere propedeutiche
Dopo l'Ing. Mazza è intervenuto l'Ing. Maurizio Mazzola, Project Manager di ASPI, che ha descritto la cosiddetta "Opera a Mare", vale a dire un complesso di opere propedeutiche alla realizzazione della "Gronda Di Ponente". Nello specifico l'Opera a Mare è costituita da una cassa di colmata che sarà realizzata all'interno del Porto di Genova, più precisamente nella porzione di specchio portuale identificato come "Canale di Calma", delimitato a nord dalla pista aeroportuale dell'Aeroporto di Genova e a sud dalla Diga Foranea. L'opera presenta un marginamento esterno (opere di conterminazione), di lunghezza complessiva pari a 3.847 m, che viene realizzato con la posa in opera di un allineamento di cassoni cellulari e massi di serraglia prefabbricati imbasati su uno scanno di pietrame selezionato. Gli argini propedeutici alla suddivisione interna della cassa di colmata sono cinque; presentano ciascuno lunghezza di 150 m e sono costituiti da allineamenti di cassoni cellulari e massi di serraglia prefabbricati, completati da porzioni di argine in tout venant. Il progetto prevede che il materiale venga distribuito all'interno delle vasche mediante un dispersore appositamente progettato. La posa avverrà tramite l'esecuzione di vari compartimenti all'interno dello specchio acqueo sede del futuro riempimento. La modalità di posa del fango è di tipo idraulico: il materiale di escavo, ridotto in forma di fanghi mediante un processo di aggiunta di acqua fino al raggiungimento delle condizioni di saturazione, viene pompato nei vari compartimenti in mare, il più vicino possibile al fondo, utilizzando un diffusore verticalmente regolabile; è prevista quindi una prima fase in cui verrà eseguita una successione di riempimenti e di rabbocchi a seguito della contrazione del materiale per sola sedimentazione.
L'Opera a Mare è stata suddivisa in due lotti: nel Lotto 5 (opere di conterminazione e arginature della cassa di colmata) e nel Lotto 10B (riempimento della cassa di colmata con il materiale di smarino proveniente dallo scavo delle gallerie della Gronda di Ponente e opere di sistemazione superficiale).
La realizzazione dell'opera presenta alcune complessità, causate dalla vicinanza all'OFZ, Obstacle free zone, dell'aeroporto, al rischio di interferenze elettromagnetiche con le antenne dell'aeroporto stesso e alla prossimità con un canale di navigazione. Per risolvere queste criticità sono state messe a punto soluzioni ad hoc nella fase di ingegnerizzazione del progetto esecutivo.
Da sottolineare l'attenzione rivolta all'ambiente: si lavorerà per la riduzione di ogni rischio di rilascio di fibre di amianto verso l'ambiente marino esterno al sito di progetto tramite la realizzazione di una struttura di contenimento della colmata in grado di garantire una costante di permeabilità non superiore a 10-9 m/s, ritenuta adeguata a bloccare le fibre presenti in sospensione acquosa. Inoltre ci si occuperà della riduzione di ogni rischio di risospensione e rilascio verso l'esterno dei sedimenti presenti nel canale di calma (che presentano concentrazioni significative di alcuni analiti), tramite il confinamento, con l'uso di panne galleggianti, delle aree durante tutte le fasi di realizzazione della colmata che comportano uno sversamento dei materiali.

L'articolo è stato pubblicato a pag 68 del n.637/2019 di Quarry and Construction...continua a leggere


Qualche numero

• 41 kmq di territorio cartografato e analizzato
• 100 sondaggi per complessivi 9.000 m
• 6500 m lineari di stendimenti geofisici
• 390 pozzi e sorgenti monitorati
• oltre 350 campionamenti ambientali su aria, acqua e terra
• 61 km di nuovi tracciati autostradali
• 55 km di gallerie: 23 autostradali e 4 di servizio
• 5 km di viadotti: 13 nuovi e 11 esistenti da adeguare
• 8 km di viabilità di servizio
• 260.000 mq di campo base e cantieri
• 12 milioni di mc di rocce movimentati, di cui:
- 2 milioni Sistemazione morfologica
- 1,5 milioni Riempimento arco rovescio delle gallerie
- 8,5 milioni Canale di Calma
• 23 imbocchi o multi-imbocchi
• 1.314.000 mc di calcestruzzo di cui 224.055 per spritz beton, con 1.311.873 mc di inerti e 393.562 ton di cemento
• 48.890 ton di acciaio di cui 17.364 per C.A. e 31.526 ton per carpenteria
• 41.520 ton di centine metalliche
• 162.480 conci per TBM

 

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