Da ormai un quarto di secolo la Vaccari Antonio Giulio S.p.a., una delle principali realtà fornitrici di massicciata ferroviara del nostro Paese, ha trovato in Impresa Sber.na il partner ideale per la progettazione, la messa in opera e la manutenzione dei propri impianti
Qualità ed eccellenza dal dopoguerra ad oggi
In una ventosa mattinata di fine novembre 2024 ci ritroviamo nel sito estrattivo di Cava Bosco Lauri a Montecchia di Crosara (VR) assieme ad Alessandro, Luca e Federico Natale, rispettivamente titolare, tecnico/commerciale e social media manager di Impresa Sber.na. Ad accoglierci ci sono Nicola Vaccari, amministratore della Vaccari Antonio Giulio Spa, e Mauro Pesavento, responsabile degli impianti di cava dell'azienda.
Beviamo un caffè in un ufficio decorato con immagini storiche del sito, e Nicola Vaccari inizia a raccontare la storia dell'azienda di famiglia.
Tutto ebbe inizio nell'immediato dopoguerra quando il nonno Giulio, intuendo l'importanza strategica dei materiali da costruzione nella fase di pre-ripartenza del Paese, acquistò dall'esercito americano alcuni camion requisiti alle truppe naziste. Con questi mezzi avviò la raccolta di materiale ghiaioso dai torrenti, in particolare dall'Astico. Col tempo l'attività si evolse e si strutturò: Giulio iniziò la coltivazione delle prime cave di materiale calcareo, per poi integrare cave e impianti per la lavorazione del basalto.
Giunta oggi alla terza generazione, la Vaccari Antonio Giulio S.p.a. ha saputo coniugare la solidità della tradizione familiare con un'evoluzione costante, affermandosi come punto di riferimento nella fornitura di inerti di origine calcarea e basaltica. L'impegno dell'azienda si estende dalla ricerca e sviluppo all'integrazione con il territorio, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e all'innovazione tecnologica.
Una risorsa preziosa
Materiale nobile per eccellenza il basalto, in particolare quello estratto dalle cave della Vaccari Antonio Giulio S.p.a. In cava Bosco Lauri, così come nel vicino sito di San Pietro Mussolino (VI), questa pietra di origine vulcanica possiede un coefficiente Los Angeles particolarmente basso: 10-11 con punte di 8, il che lo rende la scelta ideale per la produzione di ballast ferroviario. Non è un caso, infatti, che la Vaccari rappresenti il primo fornitore di basalto per massicciata ferroviaria di RFI, Gruppo Ferrovie dello Stato.
Questo pietrisco, con granulometria solitamente compresa tra 30 e 60 mm, ha il fondamentale compito di distribuire uniformemente il carico dei treni, assorbire le vibrazioni e garantire un adeguato drenaggio dell'acqua piovana, prevenendo il deterioramento delle traversine e dei binari. In questo contesto, la qualità del ballast è determinante per la sicurezza e la durata della rete ferroviaria: materiali di scarsa qualità si deteriorano più rapidamente, richiedendo interventi di manutenzione più frequenti. Il basalto qui estratto è inoltre alla base della produzione di conglomerati bituminosi ad alte prestazioni. Grazie alle sue caratteristiche di resistenza, durata e abrasività, è impiegato negli asfalti che richiedono elevate performance, come quelli drenanti e ad alta aderenza, garantendo sicurezza e longevità alle infrastrutture stradali.
Soluzioni impiantistiche cucite su misura, fino al minimo dettaglio
L'approccio di Impresa Sber.na si basa su una collaborazione stretta e continua con il cliente, un vero e proprio lavoro "a quattro mani". La filosofia è collaudata ed efficace: il cliente possiede esperienza e conoscenza dettagliate del proprio materiale e delle specificità del processo produttivo; l'azienda bresciana integra questa competenza con un approccio sartoriale e una profonda conoscenza del mercato, anche internazionale, permettendo così di implementare soluzioni cucite su misura fino ai minimi dettagli.
L'impianto di frantumazione e selezione installato da Impresa Sber.na nel sito di Cava Bosco Lauri è stato progettato specificatamente per la produzione di ballast ferroviario e di aggregati destinati alla produzione di conglomerati bituminosi. Si tratta essenzialmente del "gemello" dell'impianto già operativo presso il sito Vaccari di San Pietro Mussolino, con alcune ottimizzazioni basate sull'esperienza precedente.
Il materiale lavorato è un basalto caratterizzato da eccellenti proprietà di resistenza meccanica e da un'elevata abrasività: queste caratteristiche hanno guidato sia la scelta del ciclo di lavorazione sia le soluzioni impiantistiche adottate, per garantire il rispetto degli elevati standard qualitativi richiesti agli aggregati prodotti. Date le caratteristiche tenaci del materiale, la soluzione implementata ha previsto, tra l'altro, l'utilizzo di una macchina di frantumazione primaria di grosse dimensioni, capace di generare una buona componente di auto-frantumazione e minimizzare così la scagliatura del basalto. L'impianto di Montecchia di Crosara raggiunge una produzione media oraria di 300-350 tonnellate di prodotto finito, distribuita equamente tra ballast ferroviario (50%) e sabbie e granulati (50%).
Il processo di lavorazione si articola in tre fasi distinte:
- Frantumazione primaria a mascelle
Data la sua natura difficile e tenace, il basalto presente in questo sito richiede l'impiego di macchinari di frantumazione di livello quasi minerario. Per rispondere a questa esigenza, Impresa Sber.na ha reperito sul mercato e installato un importante frantoio a mascelle a doppia ginocchiera dotato di una bocca di 1500x1200 mm. Questa macchina è in grado di processare massi fino ad oltre un metro cubo, riducendoli ad una pezzatura mista di circa 300 mm. Un vaglio piano ad alta efficienza elimina le terre residue e grazie alle sue caratteristiche viene impiegato sia nella fase primaria che in quella secondaria della lavorazione.
- Frantumazione secondaria a cono
Questa fase rappresenta il vero cuore dell'intero impianto. Un importante frantoio a cono, che scarica direttamente nel vaglio piano, consente la produzione principale di ballast ferroviario e genera simultaneamente un sotto-prodotto in pezzatura da 0-30 mm che viene riprocessato.
L'efficienza di questa fase è determinante per garantire la qualità del ballast.
- Frantumazione terziaria ad urto
Il materiale in pezzatura da 0 a 30 mm, prima di essere classificato nelle varie frazioni granulometriche, viene sottoposto a un'ulteriore lavorazione attraverso un mulino ad asse verticali. Questo processo è fondamentale per correggere la forma degli aggregati e renderli perfettamente idonei all'utilizzo nei conglomerati bituminosi. Il risultato finale è la produzione di diverse classi granulometriche (0-3 mm, 3-6 mm, 6-12 mm e 12-25 mm) che rispondono alle specifiche tecniche richieste dal mercato degli asfalti ad alte prestazioni.
Qualche domanda a Nicola Vaccari
Quando comincia la collaborazione con Impresa Sber.na?
Con Impresa Sber.na la nostra collaborazione risale agli albori della loro storia, intorno al 2000. Da allora sono rimasti un nostro partner fidato: abbiamo lavorato insieme e siamo cresciuti insieme, costruendo una relazione professionale solida e duratura
Quali erano le esigenze alla base di questo progetto?
Il progetto di questo impianto risale al 2022, in risposta a un'esigenza pressante: in questo sito stavamo raggiungendo il limite di espansione della cava e il vecchio impianto necessitava quindi di essere ricollocato. Forti dell'esperienza positiva maturata con Sber.na nella realizzazione dell'impianto di San Pietro Mussolino, abbiamo optato per lo smantellamento della vecchia struttura e la replica di quel progetto, introducendo alcune significative migliorie. Anche in questa occasione, Sber.na ci ha accompagnato con professionalità in ogni fase: dall'ideazione iniziale alla selezione dei macchinari più adeguati, fino al loro reperimento sul mercato - un'operazione non sempre semplice o scontata, specialmente quando si tratta di apparecchiature complesse come i frantoi 1200x1500 a doppia ginocchiera o i vagli piani che utilizziamo nei nostri processi. Il loro supporto è stato determinante anche nella progettazione 3D dell'integrazione di queste macchine e delle relative strutture, così come nell'assistenza durante il montaggio, la messa in opera e nelle successive fasi di manutenzione ordinaria.
Dopo vent'anni di collaborazione, possiamo dire che ormai gli impianti li progettiamo letteralmente a quattro mani. Questo approccio sinergico ci consente di unire la nostra esperienza sui materiali e sulle specificità dei siti estrattivi con il loro approccio sartoriale, permettendoci di realizzare un impianto all'avanguardia come questo in tempi relativamente contenuti, nell'ordine di 8 mesi.
Non si può fare a meno di notare che nell'implementazione di questo impianto, insieme ad Impresa Sber.na, avete posto anche particolare attenzione alla sostenibilità dell'attività di cava.
Sì, tutti i nostri impianti seguono una filosofia di contenimento degli impatti visivi, acustici e delle polveri. Le lavorazioni del materiale si svolgono in un ambiente totalmente isolato dall'esterno e dotato di sistemi di aspirazione, un accorgimento fondamentale per un processo a secco come il nostro. Questa attenzione non è solo una questione tecnica, ma riguarda principalmente il benessere dei nostri lavoratori e la corretta integrazione con il territorio che ci ospita. Grazie a queste accortezze di contenimento, riusciamo a garantire che si possa lavorare in sicurezza nelle immediate vicinanze dell'impianto; inoltre riusciamo a minimizzare significativamente il nostro impatto sulla terra e sulle comunità dove ci troviamo a operare.
Ma l'impegno della Vaccari S.p.a. si estende anche in un'ottica ben più ampia di sostenibilità ambientale, giusto?
Non ci limitiamo solo ad estrarre il materiale dalle nostre cave, ma recuperiamo anche quello proveniente dalle ferrovie che altrimenti finirebbe in discarica. Grazie a un progetto di economia circolare, avviato più di due anni fa, abbiamo sviluppato una nuova linea di produzione dedicata a quello che definiamo 'materiale rigenerato'. In pratica, recuperiamo la massicciata ferroviaria che ha perso le sue prestazioni originali. È importante sottolineare che non si tratta di un rifiuto degradato chimicamente o contenente sostanze nocive; semplicemente, nonostante il basalto sia un materiale estremamente resistente, con il tempo tende a sgretolarsi, facendo perdere alla massicciata le caratteristiche fisico-meccaniche necessarie per sostenere adeguatamente un treno. A quel punto, deve essere rimossa e sostituita con massicciata nuova, e noi interveniamo proprio in questa fase del ciclo.
Recuperiamo l'aggregato rimosso, tecnicamente chiamato 'tolto d'opera', e lo trasformiamo in materiali per conglomerati bituminosi che offrono le stesse prestazioni di un materiale nuovo estratto dalla cava.
Questo approccio ci permette di ottenere molteplici vantaggi ambientali: riduciamo il consumo di materia prima diminuendo contemporaneamente le emissioni di CO2 poiché, evitando di scavare nuovo materiale, non solo preserviamo il territorio ma risparmiamo anche energia nel processo estrattivo. Ottimizziamo inoltre l'efficienza dei trasporti, dato che i nostri mezzi, quando consegnano il materiale, recuperano poi il tolto d'opera dismesso invece di viaggiare vuoti al ritorno. Questa logica di trasporto circolare ci consente di dimezzare il numero di camion in circolazione sulle nostre autostrade. Stiamo anche sviluppando un altro progetto ambizioso: in futuro, consegneremo il pietrisco ferroviario direttamente su carro ferroviario, riducendo ulteriormente l'impatto ambientale della nostra attività. Stiamo quindi attrezzando degli hub di partenza e di arrivo per poter essere presenti nei mercati facendo percorrere ai camion solo l'"ultimo miglio", per far viaggiare quanto più possibile le merci su rotaia. Questo approccio rappresenta la soluzione logistica più efficiente e sostenibile per il trasporto dei nostri materiali, riducendo significativamente l'impatto ambientale e ottimizzando i costi di trasporto.
I prossimi progetti con Impresa Sber.na?
Nel sito produttivo di San Pietro Mussolino, dove abbiamo costruito il "prototipo" da cui poi abbiamo derivato lo stabilimento "gemello" qui a Cava Bosco Lauri, abbiamo sia la possibilità che gli spazi per installare un ulteriore impianto. I fondi del PNRR hanno sbloccato numerosi progetti a livello nazionale e, per quanto riguarda la nostra azienda, le grandi infrastrutture ferroviarie ci stanno richiedendo importanti quantità di materiale. Abbiamo quindi deciso di raddoppiare la linea di produzione: con Alessandro (Natale), Alberto (Sberna) e il suo team abbiamo appena ultimato la fase di progettazione; dedicheremo i mesi di gennaio e febbraio al montaggio e contiamo di avviare la messa a punto nel mese di aprile.
In foto 1: a sinistra, Nicola Vaccari, Amministratore della Vaccari Antonio Giulio Spa, insieme a Alessandro Natale, Titolare di Impresa Sber.na
In foto 2: da sinistra: Luca Natale, tecnico/commerciale di Impresa Sber.na; Alessandro Natale, titolare di Impresa Sber.na; Mauro Pesavento, responsabile degli impianti di cava dell'azienda e Federico Natale, social media manager di Impresa Sber.na