A Città Verde nasce Felicity
Il nuovo intervento sarà presentato ufficialmente il 23 maggio durante un Open House in cantiere, occasione in cui saranno aperti ai cittadini due abitazioni campione completamente rifiniti e arredati – un bilocale e un trilocale – all’interno dell’edificio L1 dell’Urban District, oggi già opzionato per la vendita per il 60% in poco più di sei mesi. Un segnale che conferma l’interesse crescente verso un modello abitativo capace di coniugare qualità architettonica, servizi, sostenibilità e tenuta del valore nel tempo. Si tratta di un’iniziativa che, oltre a rispettare questi criteri qualitativi, è anche conforme alla Direttiva Europea sugli edifici EPBD e al pacchetto normativo climatico Fit for 55, condividendo le stesse caratteristiche energetico/ambientali dell’intero progetto Città Verde, certificato GBC Silver.
“In un Paese in cui, circa il 52,3% di chi compra casa ha potuto farlo solo grazie al sostegno economico ricevuto da genitori o familiari, una percentuale che supera il 70% tra gli under 35[1], il tema dell’accesso alla proprietà è al centro del dibattito. La difficoltà non riguarda solo il credito, ma la possibilità stessa di immaginare un progetto di vita stabile. In questo scenario, iniziative come Città Verde intendono offrire una risposta concreta: portare sul mercato abitazioni di qualità, sostenibili e progettate per le nuove generazioni, mantenendo un equilibrio tra valore reale e accessibilità economica. È una logica che dovrebbe estendersi a tutto il settore delle costruzioni, chiamato oggi a una decarbonizzazione completa, ed è proprio in questa direzione che, con l’iniziativa Felicity, abbiamo scelto di applicare e consolidare tutte le buone pratiche sviluppate nell’ambito di Città Verde.”, afferma Alessandro Guglielmi, architetto founder di Città Verde e project manager di La Leva.
Felicity, il nuovo comparto boutique di Città Verde
Con Felicity, Città Verde compie un’evoluzione anche dal punto di vista architettonico, scegliendo una scala più intima, contemporanea e riservata. Tre edifici di soli tre piani, raccolti in un comparto privato senza traffico di attraversamento, definiscono un nuovo modello di condominio boutique, dove la densità si riduce per lasciare spazio a luce, silenzio e qualità dell’abitare.
Pensato per un pubblico sempre più attento al comfort e alla sostenibilità certificata, Felicity propone appartamenti progettati con un livello superiore di personalizzazione, finiture premium, dettagli sartoriali e una materioteca dedicata che accompagna ogni residente nella costruzione della propria casa.
Un’architettura che produce benessere
Il progetto Felicity integra criteri di sostenibilità ambientale e prestazionale lungo l’intero ciclo progettuale, dalle scelte impiantistiche alle soluzioni costruttive.
A partire dalle facciate che saranno realizzate con una speciale vernice fotocatalitica, capace di assorbire parte degli agenti inquinanti atmosferici e contribuire attivamente alla purificazione dell’aria. Da semplice involucro, l’edificio si trasforma così in una vera infrastruttura ecologica urbana, capace di migliorare l’ambiente con cui entra in relazione.
L’intero comparto è inoltre progettato secondo una logica gas free, con impianti autonomi a pompa di calore, sistemi fotovoltaici integrati, tecnologie evolute per il controllo e l’ottimizzazione dei consumi e soluzioni dedicate al recupero dell’acqua piovana. Un approccio che non solo riduce l’impatto ambientale, ma protegge i residenti dalla volatilità energetica e dai rincari legati alle fonti fossili, garantendo maggiore autonomia e costi di gestione più prevedibili nel tempo.
Anche il sistema costruttivo riflette questa visione: la nuova struttura in cemento armato con soletta piena bidirezionale garantisce maggiore solidità, durabilità e comfort abitativo, mentre le partizioni interne in cartongesso a doppia lastra assicurano flessibilità distributiva e una significativa riduzione dei rifiuti di cantiere, in linea con i principi dell’economia circolare e del rispetto dell’ambiente
Vivere il verde, ogni giorno
L’architettura di Felicity si apre verso il paesaggio: è l’unico comparto di Città Verde ad affacciarsi direttamente sul nuovo grande parco, stabilendo un rapporto continuo tra abitare e natura. Ogni appartamento è progettato per estendere la casa verso l’esterno. Ampie verande vivibili, grandi terrazzi e attici con rooftop privati reinterpretano il concetto mediterraneo di living outdoor, trasformando lo spazio aperto in una stanza in più da vivere per gran parte dell’anno. Nei livelli superiori, gli attici introducono una nuova dimensione domestica: scale interne conducono a spazi multifunzionali affacciati su terrazze panoramiche con solarium, gazebo fotovoltaici e mini-jacuzzi private.
Oltre l’edificio: architettura come identità
La visione di Città Verde si estende oltre la dimensione immobiliare attraverso il progetto culturale “Ali e Radici”, un percorso che intreccia architettura, arte e partecipazione pubblica per costruire non soltanto nuovi edifici, ma un senso condiviso di appartenenza. In questo orizzonte si inserisce la collaborazione con l’University of Arkansas, grazie alla quale materiali recuperati – tra cui il legno proveniente dal Padiglione degli Stati Uniti della Biennale di Architettura – saranno reinterpretati e restituiti alla comunità sotto forma di installazioni artistiche e arredi per gli spazi comuni del quartiere.
Un approccio che dialoga con gli obiettivi del New European Bauhaus, il programma europeo che invita a ripensare il progetto contemporaneo come punto di incontro tra sostenibilità, bellezza e inclusione sociale. In questa prospettiva, il riuso dei materiali, la qualità dello spazio pubblico e il valore culturale dell’abitare diventano parte di una stessa idea di progresso: un’architettura capace non solo di ridurre il proprio impatto ambientale, ma di generare relazioni, identità e benessere sociale.
“Vogliamo dimostrare che è possibile proporre un’abitazione di nuova generazione senza chiedere alle famiglie di scegliere tra qualità, sostenibilità e accessibilità economica. In un momento in cui il mercato tende ad aumentare i prezzi comprimendo spesso il valore reale del prodotto, abbiamo scelto di investire di più nella qualità costruttiva, nell’innovazione tecnologica e nel benessere delle persone. Quando il prodotto genera fiducia, il mercato risponde più rapidamente, i tempi di assorbimento si riducono, l’invenduto si azzera e l’efficienza finanziaria dell’operazione migliora in modo significativo. Questo ci consente di creare un circolo virtuoso in cui il valore generato premia contemporaneamente clienti, impresa e territorio”, continua Alessandro Guglielmi, architetto founder di Città Verde e project manager di La Leva.
Un quartiere che cresce insieme ai suoi abitanti
Dopo oltre dodici anni di sviluppo, Città Verde si conferma un caso raro di quartiere capace di evolvere insieme alla propria comunità. Molti dei primi acquirenti, inizialmente giovani coppie, sono oggi famiglie che scelgono di restare e cambiare casa all’interno dello stesso ecosistema urbano.
Nel frattempo, il quartiere continua a completarsi con nuove infrastrutture strategiche in costruzione o in programma:
- due nuove scuole (nido e materna) già messe a bando da Roma Capitale;
- ampliamento del parco pubblico attrezzato;
- nuove aree gioco, percorsi fitness e spazi di quartiere;
- oltre 4.500 mq di negozi di prossimità;
- una nuova chiesa in legno, tra le prime del genere a Roma.
Una visione di lungo periodo che oggi si traduce anche in una precisa impostazione industriale. Per rispondere alla domanda abitativa crescente, La Leva ha accelerato il proprio piano di sviluppo, portando avanti contemporaneamente sette edifici in costruzione e adottando una politica di prezzo coerente con la fase di mercato. In un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di costruzione e dalla forte pressione inflattiva sul settore immobiliare, il gruppo ha scelto di mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica dell’operazione e competitività dell’offerta, senza scaricare in modo automatico sul prezzo finale tutte le dinamiche dei costi. Questo approccio si fonda su una logica industriale precisa: volumi programmati, tempi di assorbimento rapidi e riduzione del rischio di invenduto, elementi che consentono di preservare la continuità degli investimenti e la stabilità complessiva del progetto.






