La galleria stradale a doppia canna più lunga d’Europa
La realizzazione della seconda canna autostradale del Traforo del Frejus (G2) nasce dall’esigenza di adeguare uno dei valichi alpini più trafficati agli standard di sicurezza europei e alla necessità di garantire la costante percorribilità del collegamento.
Il progetto ha portato alla costruzione di una nuova galleria parallela a quella storica, lunga 12,9 km, con un diametro interno di 8 metri e distante circa 50 metri dalla galleria esistente, ad eccezione della tratta in corrispondenza del confine di stato dove, per il superamento del laboratorio sotterraneo e per minimizzare gli effetti di scavo della nuova galleria sul traforo in esercizio, il nuovo tracciato è stato distanziato a circa 100m.
Il progetto di ampliamento è stato realizzato dalle due concessionarie, la francese SFTRF e l’italiana SITAF, quest’ultima è concessionaria dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frejus e parte del Gruppo ASTM, tra i principali player mondiali nel settore delle infrastrutture, attivo nella gestione di reti autostradali in concessione, nella progettazione e realizzazione di grandi opere e nello sviluppo di tecnologie avanzate applicate alle infrastrutture.
Il nuovo tunnel consente quindi la separazione dei flussi di traffico, rafforza ulteriormente il ruolo strategico del Traforo del Frejus, rendendolo oggi la più lunga galleria stradale europea a doppia canna che collega l’Italia (Bardonecchia) alla Francia (Modane), consolidando il suo ruolo centrale nella mobilità europea e nel corridoio TEN-T Mediterraneo.
A luglio si è svolta, a Bardonecchia, la cerimonia di inaugurazione ufficiale a cui hanno partecipato i ministri dei trasporti dei due Paesi: Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo italiano (MIT), e Philippe Tabarot, Ministro dei Trasporti del Governo francese. Nel corso della cerimonia, le autorità presenti hanno sottolineato il valore strategico dell’infrastruttura per la crescita economica e sociale dei territori interessati, sottolineando il forte spirito di collaborazione transfrontaliera e l’impegno congiunto verso una mobilità sempre più sicura, efficiente e sostenibile. Un’opera di grande rilievo, realizzata grazie al contributo di centinaia di professionisti provenienti da entrambi i Paesi.
Come anticipato, la seconda canna del Traforo del Frejus è stata progettata per soddisfare gli standard europei più rigorosi in termini di sicurezza, con impianti e soluzioni tecniche di ultima generazione, pensati per ridurre al minimo i rischi e garantire un intervento tempestivo ed efficace dei soccorsi in situazioni di emergenza. Il sistema di sicurezza ha un approccio attivo: le misure adottate e le soluzioni implementate consentono di prevenire le situazioni di emergenza e di intervenire tempestivamente. Tutto è stato realizzato con obiettivi chiari: garantire la massima sicurezza di viaggio per tutti gli utenti e offrire un significativo miglioramento del livello di servizio in termini di percorribilità del collegamento. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questa galleria.
Le principali caratteristiche della seconda canna
L’infrastruttura è stata progettata ponendo grande attenzione alla sicurezza e alla gestione efficiente del traffico. La separazione dei flussi di circolazione rappresenta uno degli elementi chiave: ciascuna canna è dotata di una corsia per ogni senso di marcia. In direzione Francia è presente anche una banchina di servizio, mentre in direzione Italia è stata realizzata una corsia di servizio dedicata. Questa configurazione consente di ridurre sensibilmente il rischio di incidenti e di agevolare eventuali interventi di emergenza.
Un ruolo centrale è svolto dal Posto di Controllo Centralizzato (PCC) di nuova generazione, situato all’ingresso del tunnel sul lato italiano. Si tratta di una vera e propria cabina di regia binazionale, dalla quale viene coordinato il traffico di entrambe le canne – la G1 dalla Francia verso l’Italia e la G2 dall’Italia verso la Francia. Il PCC gestisce i sistemi di ventilazione, la segnaletica e tutti gli impianti di sicurezza, assicurando un’elevata capacità di controllo e una risposta tempestiva in caso di emergenza.
Alla cerimonia di inaugurazione che si è svolta lo scorso luglio a Bardonecchia hanno partecipato i ministri dei trasporti dei due Paesi: Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo italiano (MIT) e Philippe Tabarot, Ministro dei Trasporti del Governo francese
Per garantire la sicurezza degli utenti, sono stati realizzati 34 rifugi pedonali di emergenza, di cui 18 in territorio francese e 16 in quello italiano, con una distanza media compresa tra i 350 e i 400 metri. I rifugi servono entrambe le canne e permettono un’evacuazione rapida e sicura in caso di incidente o incendio, consentendo il trasferimento degli utenti nella galleria non interessata dall’evento.
A supporto delle operazioni di soccorso, la galleria è dotata di 9 by-pass carrabili, cinque sul lato italiano e quattro su quello francese, che permettono il rapido passaggio dei mezzi di emergenza. Inoltre, sono state realizzate sei stazioni tecniche, dedicate alla gestione e al controllo degli impianti delle due gallerie, fondamentali per garantire il corretto funzionamento dell’infrastruttura durante l’esercizio.
Il sistema di ventilazione della galleria G2 è di tipo longitudinale e viene assicurato tramite acceleratori installati in volta. A questo si affiancano due centrali di estrazione massiva, in grado di evacuare rapidamente i fumi in caso di incendio, mantenendo condizioni di sicurezza adeguate all’evacuazione degli utenti e all’intervento dei soccorritori.
Infine, particolare attenzione è stata riservata ai sistemi antincendio: ogni rifugio e le aree intermedie sono equipaggiati con nicchie antincendio e sistemi di rilevamento fumi dotati di impianti dedicati, consentendo una rapida individuazione e gestione di eventuali situazioni critiche.
Un’opera che porta il Traforo del Frejus in una nuova era, in cui sicurezza e tecnologia convergono in un’infrastruttura d’eccellenza.
KEY NUMBERS DEL PROGETTO DELLA SECONDA CANNA:
• 700 milioni di euro il valore del progetto
• 12,9 km: lunghezza
• 8 m: diametro interno del tunnel
• 3,50 m: larghezza della corsia di marcia
• 1 Posto di Controllo Centralizzato di ultima generazione
• 34 rifugi: di cui 18 in Francia e 16 in Italia
• 9 bypass carrabili: di cui 4 in Francia e 5 in Italia
• 2 centrali interne di ventilazione massiva
• 6 stazioni tecniche interrate






