Approccio non contenzioso alla contrattualistica internazionale. La mediazione

Approccio non contenzioso alla contrattualistica  internazionale. La mediazione

Quali sono i passi fondamentali per la redazione di un buon contratto che  minimizzi il dispendio di tempo e di denaro? Quanto contano le politiche commerciali dell’impresa italiana e il rischio paese? Come individuare chi sappia muoversi con dimestichezza nel diritto commerciale ai vari livelli, definendo legge applicabile e giurisdizione. Quali clausole contrattuali devono individuare le modalità di soluzione delle eventuali controversie? Queste alcune delle domande che si pongono sempre più imprese italiane  che cercano sbocchi per le loro attività e per i loro prodotti all’estero

Il presente lavoro si rivolge alle piccole e medie imprese italiane che fanno dell’export il loro punto di forza e si pone accanto alle alle due precedenti note pubblicate in Quarry& Construction rispettivamente a dicembre 2014 e a marzo 2015.
I tre lavori hanno come elementi centrali il contratto, inteso come mezzo per disciplinare i rapporti commerciali internazionali, e la previsione, che deve essere tenuta presente nella predisposizione dello stesso, di risolvere eventuali controversie che per qualsiasi motivo insorgessero in una delle fasi operative del rapporto contrattuale, con metodi ADR (Alternative Dispute Resolution), lasciando il ricorso ai tribunali ordinari come extrema ratio. 
Nei due lavori precedenti si erano esaminati gli aspetti giuridici (diritto nazionale, europeo, internazionale) inerenti la contrattualistica internazionale e le procedure per la soluzione dell’eventuale contenzioso (con particolare riguardo ad arbitrato e mediazione).
Qui si vogliono tirare le fila delle argomentazioni là sviluppate, facendo anche tesoro degli studi del Prof. Avv.  Oreste Calliano e dell’Avv. Diego Comba e associati. Si fa cioè riferimento a due approcci tipici di chi si occupa di contrattualistica, uno che sarà indicato come approccio contenzioso e l’altro che sarà indicato come approccio non contenzioso. 
Si vogliono esaminare i due approcci e lo si fa dal punto di vista delle PMI italiane esportatrici sui mercati internazionali. I ragionamenti qui condotti, infatti, possono interessare solo marginalmente  le aziende di grandi dimensioni che, oggettivamente, si trovano per lo più in una posizione di maggior forza nel mercato. 

Approccio contenzioso e non contenzioso nella contrattualistica internazionale
Il contratto internazionale, con la globalizzazione, non è più uno scambio bilaterale che si effettua una tantum tra due soggetti ben distinti. è piuttosto un sistema complesso di relazioni  e di interazioni che durano nel tempo e che integrano segmenti/parti di prodotti e di processi produttivi gestiti da imprese, a volte indipendenti, a volte collegate da un punto di vista societario, ma comunque legate dalla necessità di integrare le varie fasi del processo di progettazione, fabbricazione, messa in vendita del prodotto o servizio.
Tali processi a loro volta formano una rete interconnessa di relazioni economiche globali non lineari. Si è  alle prese con un  fenomeno che subisce frequenti accelerazioni  e che ha importanti conseguenze sulle tecniche di redazione dei contratti internazionali. 
Molte imprese, nel redigere un contratto internazionale, usano un approccio  che è stato sopra  definito  contenzioso:  l’impresa  tende essenzialmente a delimitare a priori le proprie responsabilità nel caso in cui dovesse sorgere una lite, intesa come causa davanti a un giudice statale o davanti a un arbitro internazionale.
Tale approccio si basa sui presupposti  seguenti:
1. vi è un diritto uniforme internazionale sufficientemente esteso (o, in sua assenza, almeno degli usi universalmente riconosciuti ed aventi valore di legge tra le parti), che possa essere applicato da chi dovrà decidere la lite, ovunque si svolga,  in Italia, in un paese dell’Unione europea o fuori dell’Ue.
2. il sistema giustizia dei diversi  paesi è imparziale ed efficiente o, se così non fosse,  vi sono dei giudici privati (arbitri) le cui decisioni sono prevedibili, rapide e il ricorso all’arbitrato non ha costi sproporzionati. 
Nel prosieguo si cerca di esplorare la validità di tali due presupposti.

L’articolo è stato pubblicato a pag. 19 del n. 619/2015 di Quarry&Construction…continua a leggere