La cava come hub di sostenibilità

Terza generazione, flotta full electric, autonomia energetica da fotovoltaico e una piattaforma digitale che ha cambiato il modo di gestire l’azienda: a Bergamo, Orobica Inerti e Ma-Estro costruiscono insieme il futuro dell’industria estrattiva
La cava come hub di sostenibilità

Orobica Inerti è una realtà consolidata sul territorio bergamasco da oltre cinquant’anni. Nata come cava di estrazione e giunta oggi alla terza generazione, l’azienda si è progressivamente strutturata integrando impianti di calcestruzzo, linee di produzione inerti e impianti di recupero.
Ma il dato che più colpisce, parlando con Giorgio Quistini, è la chiarezza con cui il giovane amministratore traccia la rotta: da quasi quindici anni Orobica Inerti ha fatto della sostenibilità il proprio asse strategico, con investimenti importanti.
“Per noi il punto cardine è creare sostenibilità che non sia solo economica, ma anche ambientale”, spiega Quistini. “L’abbiamo fatto tramite l’adozione di impianti fotovoltaici su ex aree di cava che ci permettono di essere quasi completamente autosufficienti. Abbiamo introdotto tutta la movimentazione interna – pale, escavatori e dumper – completamente elettrica, cosa che ci porta a un livello di leadership europeo”.
Impegno e capacità che sono valsi all’azienda la nomination a Bruxelles al Sustainable Development Award 2025, premio istituito nel 1997 da UEPG, nella categoria “Environmental Best Practices”.
L’investimento nei mezzi d’opera elettrici, reso possibile anche grazie al piano Transizione 5.0, e l’installazione dei pannelli fotovoltaici sulle aree dismesse della cava fanno parte di un disegno più ampio: spostare il concetto stesso di cava da attività a forte impatto ambientale a hub di sostenibilità, dove si producono materiali nobili anche attraverso il recupero e il riciclo, alimentando i processi con energia rinnovabile.

 

UNO SWITCH CULTURALE
È in questo percorso di trasformazione che nasce la collaborazione con Ma-Estro. Questa partnership per Orobica Inerti non ha rappresentato un mero intervento di automazione degli impianti, ma un vero cambio di paradigma nella gestione aziendale. “L’inserimento di un partner come Ma-Estro è stata una svolta a livello culturale e aziendale. Ha cambiato il modo di approcciare i problemi che negli impianti possono essere all’ordine del giorno. Se prima il problema veniva affrontato a livello soggettivo, esperienziale, adesso quel punto di vista viene associato ad un dato oggettivo”.
Il passaggio dalla valutazione empirica al dato misurato ha implicazioni profonde, che vanno ben oltre la semplice efficienza di processo. Quistini lo inquadra anche nella prospettiva del turnover generazionale: l’esperienza accumulata in anni, a volte decenni, di lavoro sull’impianto, che rischia di disperdersi con l’uscita dei lavoratori più maturi, viene ora integrata e potenziata da un sistema di dati puntuali. Un operatore esperto affiancato da una nuova leva, un “nativo digitale” in gergo, può contare su un confronto costante tra dato percepito e dato reale, creando un terreno di trasmissione del sapere che prima semplicemente non esisteva.
“Non che prima non ci fossero risposte”, precisa Quistini, “ma sicuramente oggi riusciamo a dare soluzioni molto più efficaci”.

 

UN ECOSISTEMA DIGITALE A 360 GRADI
L’intervento di Ma-Estro sugli impianti di Orobica Inerti è stato progressivo e organico. Si è partiti dall’implementazione della sensoristica, monitoraggio, automazione e conseguente interconnessione dell’impianto di cava. Da lì il perimetro si è esteso a tutti gli impianti di recupero rifiuti e a tutti i macchinari, fino a creare un ecosistema completamente interconnesso.
Ma la vera novità degli ultimi anni riguarda l’integrazione della dimensione amministrativa e contabile. Oggi la piattaforma Q-PORTAL di Ma-Estro gestisce i reali costi di produzione, il magazzino dei pezzi di ricambio, l’associazione tra costo e giacenza di ogni singolo componente e l’intervento effettivo in cui è stato utilizzato, fino all’imputazione corretta a livello di bilancio.

“È una piattaforma che coinvolge a 360 gradi l’azienda”, sintetizza Quistini. “Dall’operatore sull’impianto al reparto amministrativo, fino alla direzione”.
L’ultimo aggiornamento della piattaforma ha portato un ulteriore salto di qualità in termini di personalizzazione e autonomia d’uso. Quistini apprezza in particolare la possibilità di configurare in autonomia le dashboard e le viste di interpretazione dei dati e KPI, senza dover ogni volta richiedere interventi da parte del fornitore. Un aspetto che, in un contesto imprenditoriale dove il tempo è sempre una risorsa scarsa, fa la differenza.

 

DAL GIUSTIFICATIVO EVENTI ALLA MANUTENZIONE PREDITTIVA: IL RUOLO CENTRALE DEGLI OPERATORI
C’è un aspetto della collaborazione tra Orobica Inerti e Ma-Estro che merita un’attenzione particolare, perché rappresenta un unicum nel panorama dei clienti della piattaforma: la gestione degli eventi. Ogni volta che si verifica un allarme, un fermo straordinario o un malfunzionamento, l’operatore registra direttamente sulla piattaforma il proprio riscontro, descrivendo la causa e il contesto dell’evento.
Questo flusso di informazioni qualitative, associato ai dati quantitativi raccolti dai sensori, genera il dataset pulito di cui l’intelligenza artificiale ha bisogno per funzionare. Se un modello predittivo rileva un fermo impianto ma non sa da cosa dipende, la sua capacità di previsione resta limitata. Con il giustificativo dell’operatore, invece, il sistema può correlare causa ed effetto e iniziare ad anticipare i problemi.
“La gestione degli eventi è il trampolino di lancio per il percorso che integra nei nostri processi l’intelligenza artificiale e la manutenzione predittiva”, conferma Quistini. “I dati il modello deve interpretarli, e avendo questo riscontro direttamente dall’operatore abbiamo già la risposta su come sta funzionando l’impianto e su quali problemi potrebbe avere”.
Orobica Inerti sta portando avanti questo progetto in partnership con Ma-Estro e con Intellimech presso il Kilometro Rosso, il polo dell’innovazione bergamasco, lavorando su manutenzione predittiva e ottimizzazione dei flussi produttivi. Un percorso che richiede non solo tecnologia, ma una predisposizione interna al cambiamento per niente scontata in un’azienda del nostro settore.

 

ACCOMPAGNARE IL CAMBIAMENTO
Introdurre una nuova piattaforma digitale in un’azienda non è mai un processo indolore. Quistini non lo nasconde: qualche resistenza iniziale c’è stata, legata più all’abitudine che al rifiuto. Il passaggio dalla manualità all’utilizzo sistematico degli strumenti software, la necessità di dedicare tempo a riunioni settimanali per interpretare i dati, la richiesta agli operatori di dedicare qualche minuto a fine giornata per compilare i giustificativi dei fermi impianto: sono tutti cambiamenti che richiedono affiancamento e motivazione da parte dell’azienda.
“Il cambiamento va accompagnato”, spiega Quistini. “Prendersi del tempo e dire: ok, sta cambiando qualcosa, utilizziamo questo strumento che inizialmente sarà una cosa da scoprire, ma sappiamo che ci darà dei vantaggi. Devo dire che è stato accolto positivamente, perché se lo strumento è valido, se dà un valore aggiunto concreto – anche solo per capire dove si è verificato un guasto o quale ne sia stata la causa – non vedo il motivo per cui dovrebbe essere ostracizzato”.
Un fattore decisivo nell’accettazione della piattaforma è stata la qualità dell’assistenza fornita da Ma-Estro.
Quistini è netto su questo punto e usa una metafora efficace: “Puoi avere il software più bello di tutti, ma la parte più difficile è l’applicazione in azienda. È come se ti mettessero in mano una Ferrari da Formula 1 e tu non sai neanche come si accende. Serve una persona che ti sta accanto, che ti spiega, ti assiste, ti corregge, ed è disposta a effettuare delle modifiche sulla base delle tue esigenze. Questo è un aspetto che ha un valore enorme”.

Quistini racconta di aver passato intere mezze giornate a lavorare con i tecnici dell’azienda trentina per risolvere problemi, calibrare il sistema, adattarlo alle specificità operative di Orobica Inerti. Un lavoro di fino che non si esaurisce con la consegna del software ma prosegue nel tempo, in un interscambio continuo.

 

UN PARTNER, NON UN FORNITORE
Ed è proprio sulla natura del rapporto che Quistini si sofferma con più convinzione. “Il lavoro del partner non finisce quando ha chiuso il contratto e ha venduto, ma continua finché il cliente sta utilizzando il prodotto. Vi assicuro che non sono tutti come Ma-Estro, che mette a disposizione i software, i dati e una persona dall’altra parte che ti può assistere”.
Il meccanismo è a doppio senso. Clienti come Orobica Inerti, con la loro propensione all’innovazione e la loro disponibilità a sperimentare, rappresentano per Ma-Estro un banco di prova prezioso. Il feedback che arriva dall’utilizzo quotidiano della piattaforma in contesti operativi reali è il motore che consente di migliorare continuamente il prodotto. È una dinamica di crescita reciproca che trascende il tradizionale rapporto cliente-fornitore: Ma-Estro affina la piattaforma sulla base delle esigenze concrete di Orobica Inerti, e Orobica Inerti ottiene un sistema sempre più calibrato sulle proprie specificità operative.
“Per me avere un software che funzioni su misura mi permette di lavorare meglio”, riconosce Quistini. “Da parte di Ma-Estro, è un crescere come qualità del prodotto. E poi da parte loro c’è la volontà di fare qualcosa di più innovativo, come tutto il percorso che stiamo portando avanti sull’intelligenza artificiale e la manutenzione predittiva, il che non è scontato per tutte le aziende”.

 

IL FUTURO SI COSTRUISCE, NON SI ASPETTA
Quando si parla di progetti futuri, per Orobica Inerti il concetto è “the sky is the limit”. L’obiettivo a medio termine, sul fronte software, è portare la manutenzione predittiva a un livello superiore attraverso l’intelligenza artificiale. Sul fronte energetico, il prossimo passo è l’investimento in accumulatori che consentiranno di immagazzinare l’energia fotovoltaica prodotta durante il giorno per ricaricare i mezzi elettrici nelle ore notturne, eliminando la dipendenza residua dalla rete.

La piattaforma Q-PORTAL verrà integrata anche con questi sistemi di accumulo, per gestire in modo intelligente i flussi energetici: indicare quando è il momento migliore per far funzionare l’impianto, calcolare quanto si spende con il fotovoltaico e quanto con la rete, suggerire il dimensionamento ottimale degli accumulatori.
“L’innovazione non è riempirsi la bocca di belle parole”, chiude Quistini. “Può essere un driver reale per lo sviluppo dell’azienda. Se ci fermiamo, il rischio è di rimanere indietro. Il futuro non si aspetta: il futuro si costruisce”.

A Bergamo, con Ma-Estro, lo stanno facendo.